La Profezia dei Cancelli

I Goblin delle Montagne
In cui Ludwig, Paco e André investigano contro dei presunti briganti

Ludwig, Paco, André e Morgentorg stanno viaggiano verso Sestia lungo la strada collinare per la Tilea, dope le loro avventure a Dralas. Nel principato di Artina, i quattro incontrano dei Guardastrada che fanno molte domande e pretendono di ispezionare il carro e i loro averi, per cercare dei ladri di bestiame e assassini. Non soddisfatti delle risposte dei mercenari, se ne vanno scocciati. Per evitare un nuovo incontro, il gruppo lascia la strada maestra e sale per i colli, raggiungendo a sera il villaggio di Montebecco, con i Guardastrada alle calcagna. L’anziano del villaggio li aiuta a liberarsi degli ufficiali dicendo che il gruppo è stato ingaggiato per trovare i ladri di bestiame.

Il giorno seguente Paco, Ludwig e André salgono ai pascoli col pastore Paolo. Durante la notte, seguendo dei rumori, finiscono in un’imboscata tesa loro da dei Goblin. Quattro di essi vengono abbattuti e altri due fuggono. Prima di morire, uno dei Goblin rivela che la sua banda abita in una caverna tra i boschi.

Quando si fa luce gli investigatori scendono a valle con un Goblin morto e riscuotono il pagamento di quattro pecore, rifiutando le offerte della gente locale di aiutarli contro i Goblin.

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La Tempesta
In cui dei Nani salvano un'isola elfica da un Demone dei Ghiacci

Nei primi giorni di febbraio 2509 Otto e famiglia raggiungono Karak Lhunbizar. Qui re Otto scopre che il mago elfico che doveva consegnare l’anello della lingua dei Draghi non si è più fatto sentire e quindi, presi con sé Gotrek il Mercenario e Vexa l’Alchimista e si dirige ad Arnheim.

Dopo nove giorni di viaggio piagati dal maltempo, i Nani arrivano ad Arnheim ma a casa del mago li attende il suo assistente, Rotovash, che li indirizza a Tor Anroc, dove il maestro preferisce passare l’inverno. Le spese di viaggio, dice, saranno coperte dal mago per farsi perdonare il ritardo nella consegna dell’anello, che prima della partenza del mago per Ulthuan “non era per nulla pronto”.

Una settimana più tardi la nave è in vista di Ulthuan quando una tempesta di origine magica si scatena. Un fulmine colpisce uno dei Circoli di Pietre sull’isola di Halann’ianna, causando l’apertura di un portale su un reame del Caos da cui emerge un Oynar, una creatura simile a un gigante del gelo. Il mostro si aggira per l’isola nottetempo sbranando la popolazione e cercando di danneggiare il sistema dei Circoli. La nave su cui viaggiano i Nani è colpita dalla tempesta in prossimità dell’isola e affonda: Otto, Vexa e Gotrek si risvegliano su una spiaggia sconosciuta, in mezzo ai resti della nave e al cadavere di uno dei marinai elfici. Nei giorni seguenti esplorano l’isola ormai semideserta ricostruendo cosa è successo durante la tempesta.

Dopo diversi giorni di esplorazioni e investigazioni, i tre Nani, con l’aiuto di Garviel, un Arcimago elfico bandito dalla sua Gilda, e di alcuni abitanti dell’isola, riescono a completare un rito per la chiusura del portale e sconfiggono l’Oynar e il suo segugio demoniaco.

Il 5 marzo 2509 Otto, Gotrek, Vexa e Garviel raggiungono Tor Anroc dove rintracciano Lavastyr e recuperano l’Anello della Lingua dei Draghi. Garviel ottiene di poter seguire i Nani a Karak Lhunbizar, dove potrà esercitare liberamente la sua magia.

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Un Debito col Diavolo
In cui degli avventurieri truffano uno strozzino e i suoi debitori

Nel settembre del 2507 Etiénne il Veggente, André il Cacciatore, Paco il Ladro di Bestiame e Ludwig il Provocatore arrivano a Dralas in cerca di fortuna. All’insegna del Bicchiere Fresco conoscono l’equipaggio della Belgiojosa, appena ritornata dalla Lustria. Etiénne nota una minacciosa civetta che osserva la taverna, prontamente colpita con un dardo di balestra da André, che tuttavia non la uccide; il Veggente predice sventura al capitano Rambaldo che, di cattivo umore, abbandona i festeggiamenti. Durante la notte Rambaldo viene convocato dal suo socio occulto, Rodolfo Punteruoli, che gli contesta il pagamento triplo dei marinai. Una lite tra i due degenera nell’uccisione di Rambaldo, che genera echi terribili nei sogni di chi lo ha incontrato nelle ultime ore.

Allertati dal sogno, il nostromo Sebastiano, l’Elfo Sidonaer e un marinaio di guardia fuggono con una parte dell’oro. Nelle prime ore del giorno Rodolfo Punteruoli si reca alla Belgiojosa per prendere ciò che gli spetta dei guadagni ma non trova tutto quello che cerca. I marinai della Belgiojosa rimangono paralizzati dal terrore sino a mattina, dopodiché danno l’allarme. Etiénne, André, Paco e Ludwig vengono coinvolti nelle investigazioni da diverse fazioni interessate a scoprire dove siano finiti gli ufficiali della Belgiojosa con il loro oro.

Gottri, sotto la falsa identità del mercante Ragnar, ingaggia Paco, Ludwig, André ed Etiénne per ritrovare gli ufficiali fuggiti della Belgiojosa, rivelando che la mattina precedente sono stati visti partire per Urbinia. Il gruppo si mette sulle loro tracce e ne trova a sera nel villaggio di confine di Ponteminzio; convincono quindi il cocchiere a viaggiare per il resto della notte in modo da raggiungere Urbinia all’alba.

Di primo mattino Etiénne, Paco, André e Ludwig raggiungono i fuggitivi della Belgiojosa mentre stanno per lasciare Urbinia, diretti a Lévalto. Timorosi di attirare l’attenzione delle guardie, i due gruppi decidono di non affrontarsi con le armi ma di trattare mentre viaggiano sulla carrozza per il porto di mare. Durante questa giornata Sebastiano rivela i legami di Rambaldo con Punteruoli e promette agli avventurieri una ricompensa di 500CO per l’eliminazione dello strozzino, 100 di esse anticipate. A Lévalto i due gruppi si separano.

Ritornati a Dralas via nave, Etiénne, Paco, André e Ludwig rivelano le informazioni scoperte a Ragnar/Gottri e ne vengono ricompensati. Vendono qualche informazione anche agli sgherri di Brandir, da cui scoprono che Punteruoli è un piccolo strozzino che vive nella zona orientale della città. I nostri visitano casa sua e, dopo aver fatto parecchie domande ai vicini, prendono appuntamento per il giorno dopo.
Paco, André e Ludwig incontrano Rodolfo Punteruoli e gli offrono di ritrovare per lui gli ufficiali della Belgiojosa ma chiedono di reggere loro il gioco, facendo pensare che Punteruoli sia morto in modo da avvicinare le vittime più facilmente. Punteruoli, dopo averci pensato per un giorno, accetta l’offerta e promette 400CO; consegna loro la spada di Rambaldo come prova della sua uccisione. Il gruppo si imbarca per Lévalto e, sulla nave, conosce il mercenario Federigo Caccialpiano che assoldano come guardia del corpo.

Etiénne, Paco, André e Ludwig sbarcano a Lévalto e, dopo qualche ora, riescono a rintracciare gli ufficiali della Belgiojosa al borgo dei Pescatori. Prendono appuntamento per la sera stessa alla locanda della Spigola d’Oro, dove André e Ludwig ricevono la ricompensa e vendono a Sebastiano la spada di Rambaldo. Mentre gli Umani tendono a fidarsi, l’Elfo Sidonaer è apertamente sospettoso dei PG. Nel mentre Federigo, Etiénne e Paco si intrufolano nella stanza di Sidonaer alla locanda della Vecchia Gilda ma trovano solo effetti personali. I due gruppi si incontrano a sera al Ponte della Grata e decidono che è tempo di uccidere le loro vittime: si appostano quindi in attesa dell’Elfo, che tuttavia non rientra alla locanda. Il gruppo quindi si divide: Federigo alloggia alla Spigola d’Argento, Ludwig e Paco alla Vecchia Gilda, dove sospettano che la cassa dell’Elfo sia custodita dall’oste, e Etiénne e André alla Locanda del Mare. Questi ultimi, sulla strada del ritorno, si accorgono di essere spiati dalla civetta già vista a Dralas.

Il mattino segunete i mercenari pianificano un agguato agli ufficiali ma hanno sfortuna e non riescono a rintracciarli. Spinti da Federigo, li affrontano in una strada affollata intimando di lasciare la cassa e facendo il nome di Punteruoli. Ne segue uno scontro cruento in cui Sebastiano e due guardie del corpo vengono brutalmente uccisi. Sidonaer e Spugna fuggono, feriti, abbandonando la cassa e i nostri passano il resto del giorno a cercare di evadere dalla città, braccati dalle guardie e inseguiti sui tetti. Solo verso sera i nostri trovano un passaggio sulla barca di un pescatore con la faccia da patibolo che, per una generosa mancia di 30 CO, li aiuta a lasciare il porto e a sera li sbarca su una spiaggia anonima presso un villaggio di pescatori.

Da qui i quattro raggiungono Urbinia a piedi. Qui prendono una stanza alla locanda del_ Fante di Spade_, fuori le mura. La mattina seguente Paco e André prendono la carrozza per Dralas. A sera si fermano a Ponteminzio: qui Paco riconosce un suo vecchio compagno di malefatte, l’Orco Morgentorg, che ha abbandonato l’Estalia per tornare nelle terre natie, a Dralas. Quest’ultimo, a corto di lavori e di denari, si unisce ai due nel loro viaggio.

Il giorno seguente, a sera, i tre viaggiatori raggiungono Dralas dove recuperano il carro e il cavallo e abbandonano la città, accampandosi in una macchia d’alberi poco lontana. Qualcuno però li ha notati e li segue ma senza farsi vedere per timore dell’Orco. Durante le prime ore della notte azzarda un assalto con la balestra ma, per colpa del buio pesto, il suo dardo manca il bersaglio e si dà alla fuga. I tre viaggiatori provano a seguire il loro assalitore sconosciuto ma poco dopo rinunciano.

Dopo una notte in bianco, i tre prendono la strada per Ponteminzio che raggiungono a sera. Qui André vede di nuovo la civetta.

La mattina seguente, Etiénne abbandona il gruppo non senza tensioni e si dirige verso Artina. Il resto del gruppo prende la strada verso ovest che passa per le colline, diretto a Sestia.

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La Fine del Teschio di Skorgan
In cui Ossian, Charmian e Brandir si disfano della testa di Skorgan

Nella primavera del 2508 l’Arcimago Rimoath scopre che il Teschio di Skorgan ha ricominciato ad accumulare energia, adattandosi alla Catena Nera. Gelmir convoca d’urgenza Brandir e Ossian, che si trovava in città e li spedisce assieme a Charmian a mettere una pezza al problema prima che il Teschio esploda, potenzialmente distruggendo tutto nel raggio di 100km e aprendo un portale su una nuova dimensione del Caos legata alla Morte.

Il giorno stesso i tre partono a bordo di una carrozza della posta, alla ricerca delle rovine di un maniero appartenuto al mago Mario, il maestro del mago Giuseppe: qui dovrebbe trovarsi una polvere che, opportunamente usata, potrebbe depotenziare il Teschio. In caso di fallimento, lì vicino dovrebbe trovarsi un Cancello Lunare in cui abbandonare l’artefatto. Rimoath, che è visibilmente ossessionato dal Teschio, li avvisa che esso dovrebbe esplodere in circa 20 giorni, e che qualcuno sta effettuando rituali di chiaroveggenza su di esso.

Nel passagio attraverso i Principati occidentali, Brandir riesce a corrompere dei banditi sulla strada di Cavaspina, ottenendo la loro scorta per la giornata. Durante la notte però il carro viene rubato: Charmian vorrebbe interrogare l’oste e suo figlio, che potrebbero essere conniventi con i ladri, ma Ossian si oppone e, nel caldo della discussione, scaglia un fulmine che danneggia il tetto della locanda. Il carro riappare nel giro di poche decine di minuti e i nostri partono, lasciando dietro di sé un notevole trambusto. I tre attraversano il confine di Cavaspina poco prima di essere raggiunti dalle guardie locali.

Nei pressi della Tilea, la carrozza della Posta viene fermata dalla banda dei fratelli Mendoza. Mentre i banditi cerimoniosamente minacciano i passaggeri, Ossian li brasa con un fulmine, mettendoli in fuga mezzo bruciacchiati.

Ormai in vista della meta, i nostri si fermano in una locanda di strada: qui gli uomini di Brandir si ubriacano e perdono la carrozza al gioco con tre loschi figuri, tra cui un incappucciato che, nella rissa che segue, si rivela essere un mago. I tre sembrano essere Umani mutati dalla magia demoniaca. Brandir se la vede brutta e perde conoscenza per un incantesimo del mago. Nel bel mezzo di una discussione tra Ossian e l’oste su chi debba pagare i danni e intascare le 50CO addosso ai tre abomini, si intromette il Cavaliere Nero, un inquisitore di Morr, che però non cava un ragno dal buco. Il gruppo abbandona la locanda e prosegue verso la loro meta, le rovine del mago Mario.

Sulla via i nostri fanno una deviazione verso la casa del mago Giuseppe, ma subiscono l’imboscata di altri incappucciati mezzi-demoni che ricacciano a fatica, lasciando a terra tre scagnozzi morti e uno tramortito. La tana di Giuseppe risulta abbandonata dopo un ovvio combattimento.

Il giorno seguente il gruppo raggiunge le rovine della magione di Mario, scoprendo di essere stati preceduti dai mezzi demoni. Penetrando nei sotterranei non completamente crollati, i nostri affrontano trappole, mezzi demoni e guardiani non morti fino ad arrivare una Sfinge scheletrica e un Cerbero. Risolto con una buona dose di fortuna l’indovinello della Sfinge, Ossian, Brandir e Charmian raggiungono Mario nel suo sanctum e, spiegato il loro problema, lo convincono a effettuare il rituale per depotenziare il Teschio di Skorgan. Mentre Ossian e Mario salmodiano, Brandir e Charmian respingono e sconfiggono gli ultimi mezzi demoni rimasti. Finalmente il rituale si completa ma Mario lo modifica ottenendo un risultato diverso dal pattuito: egli apre un portale su una dimensione della Non Morte: dopo aver spiegato che, così facendo, tutti ottengono quello che volevano, Mario si getta nel portale in cerca di oblio eterno. Il Teschio invece diventa senziente e, dopo aver promesso un dono ai tre astanti, scarica la sua energia magica: Charmian, che non resiste ad essa, guadagna il tocco di re Mida; Ossian usa la sua magia per proteggersi e come risultato scombina il flusso magico venendo investito da magia caotica; infine di Brandir si mette al collo la Catena Nera scongiurando qualunque effetto magico. Il Teschio si getta quindi a sua volta nel portale, pronto a regnare sul mondo che lo attende oltre di esso.
Ossian, Charmian e Brandir saccheggiano quel che riescono dalle rovine e tornano a Dralas.
Nei giorni che seguono il tocco di re Mida di Charmian si esaurisce ma ormai l’ha resa estremamente ricca. Brandir riconsegna la Catena Nera al clero di Morr.

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Barbamorta e la Catena Nera
In cui Ossian riesce a mettere una pezza al problema del Teschio di Skorgan

Nel giugno del 2507 Charmian visita l’amico Gottri a Dralas in occasione della festa dello Sposalizio con Manann. Ossian arriva in città lo stesso giorno, ora consapevole che il teschio di Skorgan sta accumulando energia, e cerca una soluzione. Tramite Gottri e Brandir, il mago riesce a incontrare Gelmir nonostante tutte gli impegni istituzionali, indispettendo non poco il Reggente. Gelmir raduna preti di Morr, l’arcimago Rimoath e gli astartiani Iset e Jeb per trovare una soluzione. La sera stessa Ossian, Gottri, Charmian e il prete di Morr Giacomo partono alla volta della tomba di Girolamo Barbamorta, antico Liche apparentemente immortale e indistruttibile, tenuto imprigionato dalla Catena Nera. un artefatto creato dai preti di Morr che scarica e disperde l’energia della Magia della Morte. Raggiunto il tumulo a mezzanotte, i nostri passano il resto della notte a cercare di penetrarvi, riuscendoci poco prima dell’alba.
Saggiamente i nostri estraggono il Liche incatenato dal tumulo, evitando che rianimi i morti in sua difesa, e solo dopo lo liberano dalle catene che appongono al Teschio di Skorgan. Non senza difficoltà i nostri combattono i resti rianimati del negromante, le cui ossa vengono frantumate e divise in due sacchi. Verso mezzogiorno fanno ritorno a Dralas, dove consegnano il Teschio di Skorgan, apparentemente tenuto in stasi dalla Catena Nera, e le Ossa di Girolamo Barbamorta, che già si stanno ricomponendo, a Gelmir.

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Il Risanamento della Zona Morta - parte prima
In cui Trytonja decide di creare un bosco druidico

Alla fine del 2508 Trytonja decide di bonificare la zona morta: si reca a Nuln dove ottiene udienza con la Contessa Emmanuelle, che acconsente ad acquistare il fondo per donarne una parte ai druidi per farne un bosco sacro, a patto che la zona venga risanata.
Nei mesi seguenti Trytonja studia soluzioni al problema: nei primi mesi del 2509 invia Gottri e Gwydion ad acquistare dei vermo particolari nello Stirland, ma questi non sortiscono risultati apprezzabili.
In aprile Trytonja viaggia a Dralas e insieme a Gelmir entra nella Foresta dei Druidi, e qui ottiene due fratelli che la seguano alla Zona Morta per vedere la situazione. Gelmir tratta un compromesso per por fine ai sabotaggi contro i taglialegna, ma le richieste dei druidi sono poco ragionevoli.

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Il Tiranno di Barcelòn
In cui Otto viene esiliato dal nuovo re di Argondaz

L’8 luglio 2508 muore Re Fernando II d’Argondaz. Suo erede è il figlio Ruy, che fissa la data dell’incoronazione a 20 giorni, in cui tutti i vassalli dovranno essere presenti per giurare fedeltà al nuovo monarca. Ermengarda manda una lettera ad Otto per dirgli di tornare a casa.

Otto, ancora prima di ricevere la lettera, ha già deciso di tornare a casa: il 20 di luglio si imbarca da Arnheim, ma è troppo tardi. Il 28 luglio Ruy I di Argondaz celebra la propria incoronazione. Ermengarda incinta si presenta sola ma il Re, furioso, richiede la presenza del vassallo. Concede un mese al massimo per il suo ritorno.

Il 28 agosto tuttavia Otto non è ancora giunto in Estalia: pertanto il re va su tutte le furie e impone un tributo di 10’000 CO a Karak Knuurg. Ermengarda rifiuta, e Ruy mette al bando i Nani, inviando un piccolo esercito ad assediarli.

E’ il 18 settembre quando Otto sbarca a Barcelòn con le sue due guardie. I Nani si accorgono subito d’essere guardati in modo strano. Messi in allarme dallo strano comportamento delle guardie, lasciano in gran fretta la città. La sera stessa, in un paese di strada, si sfiora la rissa con gli autoctoni. Le guardie, arrivate per arrestare i tre criminali, vengono immobilizzate e poi rimandate indietro, ad avvertire Re Ruy che Otto è disposto a parlamentare. I Nani proseguono la loro marcia di notte, cacciando e rubando polli per sfamarsi. Quattro giorni più tardi Otto raggiunge Karak Knuurg e la trova sotto assedio. Entrato in città dall’entrata secondaria, apprende l’accaduto.

Il giorno seguente si presenta in città un emissario di Ruy, che chiede 20’000 CO di tributo, la rinuncia alla corona e la sottoposizione a giudizio di Otto. Trattando, il Re di Karak Knuurg riesce a ottenere l’allontanamento dei soldati dalla valle dietro pagamento di 8’000 CO preventive, rimandando il resto a fine anno, data la mancanza di disponibilità. Ottiene tre mesi di tempo per racimolare il resto e consegnare la corona a Ruy, offrendo un successore.

Nei giorni seguenti Otto invia richieste di aiuto a Gelmir, il Grande Re e Adelki, cugino di Ermengarda e possibile sostituto. A metà ottobre si presenta in città Lamshâr con una lettera di Gelmir. Dopo essersi trattenuto dal dar fuori l’Elfo Scuro, Otto lo invia in cerca di informazioni sulla riscossione delle tasse di Ruy, e sul fratello di costui, Cisco.

A fine mese, su richiesta d’aiuto di Gelmir, Astartis manda a Karak Knuurg una delegazione composta da 20 Nani, 6 guerrieri Umani, bestiame, provviste, Aperth, un mago Elfo, Tija, un’assassina Umana, ed Asha, candidato alla corona Nanica. I Nani, con tutta la delicatezza possibile, rifiutano l’offerta di Asha, ma accolgono i nuovi venuti e i doni, tra cui 3000 CO. Tija viene inviata in cerca d’informazioni con 500 CO.

Il 14 novembre nasce Kettrin, la prima figlia di Otto ed Ermengarda. A fine mese arriva in città Adelki, accompagnato da 10 veterani Lunghebarbe con 2’000 CO da parte del Re dei Nani.

A metà dicembre Tija e Lamshâr tornano a Karak Knuurg con le informazioni scoperte sui tributi e su Cisco, il fratello di Ruy, prigioniero nel castello di Calahorra.

Il 21 dicembre si celebra la Festa del Sole a Barcelòn. Re Otto si presenta a Ruy, insieme ad Asha e al nuovo erede, Adelki. Il Re d’Argondaz accetta il tributo di 2’500 CO e nomina il nuovo Re. Emette quindi una sentenza d’esilio per 10 anni verso il “riottoso ma pentito” Otto. Questi accetta umilmente, progettando di minare la credibilità del Re al più presto possibile. Ha un colloquio con il marchese Alvarez de Cuenca, che esprime dubbi sulle politiche di Ruy, ma non è disponibile ad operare contro il proprio Re, almeno fino a che questo non dimostri palese incapacità nel regnare.

Il 28 dicembre Otto e famiglia lasciano, con tutti i loro averi (2’000), la città di Karak Knuurg, tra il cordoglio della popolazione. Due giorni dopo si imbarcano su una nave elfica, la Gatta del Mare, diretti a Karak Lhûnbizar.

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L'Avatar di Khaine - parte seconda
In cui Ellarion viene liberato e l'Avatar di Khaine distrutto

E’ l’estate del 2508 e Celebril, Elemir, Trytonja e Aleks stanno viaggiando segretamente verso Naggaroth, con la missione di liberare Ellarion, sommo sacerdote del dio elfico Vaul. Grazie al potere dell’Otre dei Venti, governato da Aleks, la nave entra già negli Stretti del Terrore, guidata dall’inesperto equipaggio.

In una notte di metà settembre i nostri vengono assaltati da una galea di razziatori, interessati al bottino della nave più piccola. Mentre Aleks e Trytonja disperdono i nemici sul ponte e prendono il controllo del timone volando, i guerrieri abbordano il nemico con rampini, e concludono la battaglia. I rematori, tutti Elfi di Ulthuan catturati in vari assalti alla costa, vengono liberati, e mandati a casa. Degli Elfi Scuri viene risparmiato solo il timoniere, per fare da guida ai nostri.

Un paio di giorni dopo, la compagnia riesce a passare attraverso lo Stretto di Karond Kar senza destare sospetti, segnalando alle torrette con un medaglione trovato addosso al comandante della galea nemica. Il timoniere tenta di gridare e dare l’allarme, ma viene ucciso e gettato in acqua.

Dopo alcuni giorni di navigazione, ormai entrati nel Mar della Malizia, i Celebril e compagnia vengono raggiunti da tre cavalieri di Draghi del Nord, una razza di Viverne nativa di Naggaroth, venuti per un’ispezione a proposito della sparizione della galea nemica, e di notizie circa l’arrivo di spie da Ulthuan. Dapprima tranquillo, l’ufficiale venuto a bordo s’insospettisce che tutto l’equipaggio, tranne Aleks (Dono delle Lingue), rimanga in silenzio; fingendo di andarsene, appena in sella lancia l’allarme e scarica la balestra a ripetizione. Aleks e Try reagiscono subito, tirando ai due cavalieri che girano attorno alla nave, mentre Celebril si avventa sull’ufficiale e lo tira giù di sella, prendendo il suo posto e domando la bestia. La battaglia è breve e cruenta: l’ultimo dei cavalieri, già ferito e in fuga, viene raggiunto da Celebril e finito, prima che possa dare l’allarme. Con il Drago del Nord accoccolato sul ponte, e accudito da Celebril e Trytonja, la nave riprende il suo viaggio, sospinta dai venti magici dell’Otre e raggiunge la foce del fiume che il nostri cercavano.

In seguito la nave raggiunge il Lago dell’Abisso, dove si dice si trovi un accesso al Mare Sotterraneo. Il Drago del Nord viene liberato, e i nostri si inoltrano nelle grotte sotto le montagne. Attraversati indenni i cunicoli che conducono al Mare Sotterraneo, i sei compagni raggiungono un immenso lago illuminato debolmente da un muschio azzurrino che cresce sul lontano soffitto. Qui si imbattono in un Drago Marino di proporzioni immense, che assalta la nave. Grazie all’Otre dei Venti i nostri raggiungono un molo abbandonato, lasciano la nave appena prima che questa venga distrutta dal Drago, e si rifugiano in un anfratto della grotta, che sembra condurre a un sistema di gallerie.
Sopravvissuti ai Naggaronti che popolano i tunnel labirintici, grazie alla divinazione di Trytonja, i nostri si imbattono in un nutrito gruppo di Elfi Oscuri che stanno attaccando una giovane draghessa per sottrarle le uova che sta trasportando: Celebril si lancia subito all’assalto, seguito dai compagni che avrebbero preferito un approccio meno rumoroso. Gli avversari vengono massacrati, e il loro capitano catturato. La Draghessa, che si chiama Morlach, è ancora diffidente, ma indica ai nostri la via verso la città: si congeda dal gruppo sibilando una frase nell’antico linguaggio dei draghi “noi draghi non dimentichiamo”; tenendo in bocca le due uova superstiti si dirige verso la sua tana che dai Monti Cerchianti s’affaccia sulla vallata nella quale s’erge Hag Graef.
Il capitano prigioniero si rivela essere Caldor Maglan, un membro della famiglia che regna sulla città: appare disponibile ad aiutare gli Elfi rendendosi conto di essere loro indispensabile come guida e forse per un qualche, ben celato, tornaconto personale. Opportunamente legato, ma sempre provocatorio, Caldor conduce i nostri verso il luogo di prigionia di Ellarion, un’arena di gladiatori su un’isola del Mare Sotterraneo, sotto la città.
Qui i nostri causano una rivolta, liberando dei Naggaronti che massacrano le guardie, e trovano finalmente Ellarion, in fin di vita e segnato fisicamente e mentalmente dalla tortura. Riavutosi per le cure di Trytonja e Aleks, avverte i suoi liberatori che a Naggaroth si prepara un terribile piano: Astaroth Maglan, signore di Hag Graef, e la Regina Oscura locale hanno forgiato, con il suo aiuto e con quello di incantesimi oscuri e di un Demone di Khaine in grado di maneggiare contemporaneamente quattro immensi magli d’acciaio, un’armatura in Vornal ed Antigorn, chiamata “Avatar”. Essi contano di portarla a Naggarond, e qui celebrare un rito per invocare il dio Khaine ad invasare l’armatura, per attaccare Ulthuan e prendere Tharagrond, la Spada Nera.
I gladiatori avvertono i nostri che, in città, si sta per celebrare la Notte delle Streghe, e che la mattina seguente l’immensa folla dei sopravvissuti si riverserà nell’arena per assistere ai giochi offerti dal Signore Oscuro. Uno dei guerrieri, Izil, un Elfo Oscuro caduto in disgrazia, si offre di condurre tutti all’uscita. I nostri decidono di attraversare la città, totalmente priva di controlli a causa della Notte delle Streghe, e prendere l’Avatar, per poi raggiungere gli altri che gli aspettano in una grotta e lasciare la valle dei Monti Cerchianti.
Sempre guidati da Caldor attraverso le gallerie sotterranee, giungono alla Porta di Medor, l’unico accesso alla città. Qui il nobile tradisce gli Elfi d’Ulthuan, allertando le guardie, che si gettano all’attacco. Elemir stordisce Caldor, e si unisce alla mischia cruenta. Pesti e sanguinanti, i nostri alla fine abbattono i cavalieri di Naggaronti e Medor, la cui spada a forma di serpente viene presa da Aleks, incuriosito dagli incantamenti oscuri che contiene.
Gli eroi penetrano quindi nella città deserta, in cui il silenzio a tratti è squarciato dalle urla disumane delle Streghe e delle loro vittime. Eliminato un gruppo di streghe, e abbandonato il reticente Caldor in un vicolo, legato e nascosto, i cinque raggiungono la Torre delle Streghe, dove dimora anche Astaroth. Ascendendo con circospezione la ripida scala a chiocciola, i nostri raggiungono la camera delle Streghe, dove si tiene un’orgia Cainita in mezzo a pile di corpi macellati di fresco e a pozze di sangue. Il combattimento è duro, anche perché gli assalitori sono stremati e non dormono da molto tempo: alla fine le streghe vengono uccise dagli incantesimi devastanti di Aleks e Trytonja; Elemir, con l’aiuto di Trytonja, riesce ad eliminare la Regina Oscura ed anche Asmodeo, il démone dalle quattro braccia evocato dalla Strega.
Feriti e allo stremo, i cinque raggiungono infine la cima della Torre, dove ad attenderli c’è Astaroth Maglan, ricoperto dall’Avatar e pronto a balzare in sella a Nemesi, il suo Drago d’Argento. Gli avversari si affrontano sulla terrazza, in una mischia furiosa. Patrocol, lanciatosi in avanti per difendere il suo signore, viene dilaniato da Nemesi: l’enorme drago viene finalmente abbattuto dagli attacchi simultanei dei quattro eroi superstiti, tra cui spiccano Celebril ed Elemir che brandisce Fendidraghi, una temibile lancia sterminatrice di draghi; i due cavalieri di Caledor raggiungono Astaroth disarcionato: le loro armi trapassano l’Avatar fino a mordere la carne del Signore di Hag Graef.
Nel frattempo, Caldor, che è riuscito a liberarsi, chiama a raccolta le guardie alla base della Torre. Da lontano, però, scende silenziosa la sagoma nera di Morlach, che si offre di trasportare i quattro sopravvissuti fino alla sua tana sui Monti Cerchianti, per sdebitarsi e pareggiare i conti. Gettando il corpo morto di Nemesi dalla Torre, giù nella piazza a schiantarsi tra le guardie inorridite, e dando l’ultimo addio al prode Patrocol, i nostri montano in groppa alla Draghessa, che si lancia dalla terrazza e vola verso i monti, evitando i colpi delle baliste delle torri difensive, ormai allertate in tutta la città.

Una volta al sicuro, Celebril offre alla Draghessa di andare ad Ulthuan, dove vivrebbe sicura e protetta, e le sue uova sarebbero accudite dai Custodi dei Draghi. Stanca della sua vita da fuggitiva, Morlach accetta e, prese le uova in bocca, vola verso Sudest trasportando gli Elfi.
Quando si fa giorno, Morlach avvista un gruppo d’Elfi che si muovono velocemente sulle colline pedemontane verso Sud: i gladiatori fuggitivi sono sollevati dal ritrovare i loro salvatori e raccontano della loro fuga attraverso un passaggio sotterraneo conosciuto da Izil. Celebril offre all’Elfo Scuro la salvezza nelle mani degli Elfi di Ulthuan, ma non può garantirgli la possibilità di abitare nell’Impero: l’ex guardia preferisce comunque seguire i compagni che darsi alla macchia nelle fredde foreste del Nord. Elemir, Aleks e Trytonja si uniscono al gruppo, mentre Celebril e Morlach ripartono, per fermare i Signori dei Draghi che stanno per scagliarsi inutilmente contro Hag Graef.

Il giorno seguente Celebril e Morlach intercettano lo Stormo di Caledor e raccontano l’impresa, mostrando come prova l’elmo dell’Avatar. Imrik VII, già insospettito dalla sparizione di Dor Mormal e del suo Drago pochi giorni dopo il Consiglio, invia quattro cavalieri con Celebril a recuperare Ellarion e gli altri, e ordina il ritorno a casa.

Nei primi giorni di ottobre a Palathas Caledor si tiene un Consiglio dei Signori dei Draghi, cui vengono ammessi anche Elemir, Trytonja ed Aleks, scoperto come Umano. Imrik è affranto dal tradimento di Dor Mormal, il primo in tutta la storia di Caledor. Morlach viene accolta tra i Draghi del regno, e le sue due uova offerte a Celebril ed Elemir, per divenire, in futuro, cavalcature per due nuovi Cavalieri dei Draghi. Aleks e Trytonja vengono ringraziati e vengono loro donati due anelli di Hoeth, dal grande potere magico. Ellarion viene riportato alla Rocca d’Adamante, per riprendersi dalla dura prigionia. L’Avatar, affidato ai Sacerdoti di Vaul, viene indebolito magicamente e gettato nell’Incudine di Vaul, per sparire per sempre da questo Mondo.

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L'Avatar di Khaine - parte prima
In cui Celebril e i suoi compagni ricevono una missione dal principe di Caledor

Nel giugno del 2508 il sommo sacerdote di Vaul Ellarion, discendente di Elbor Amico dei Nani, al ritorno da un viaggio segreto a Caraz-a-Carak, viene colto in un’imboscata da alcuni Elfi Scuri, che massacrano le sue guardie e lo rapiscono per estorcergli i segreti della lavorazione magica delle gemme e dei metalli.

E’ ad agosto che Celebril riceve a Praag la visita di un messaggero elfico con una lettera in cui il duca Halantir gli ordina di tornare in patria, per motivi urgenti e segreti. Il vecchio padre, evidentemente non molto felice di convocare il figlio snaturato, gli chiede anche di portare con sé alcuni dei suoi valorosi compagni. Per caso Elemir, annoiato dalla vita a Man Pang, è recentemente arrivato in città per visitare il suo amico e gli si aggrega insieme a Patrocol. Celebril invia un messaggero volante a Trytonja, dandole appuntamento a L’Anguille, e si prepara alla partenza.

Ad Erengrad, i tre Elfi di Caledor si imbarcano su una nave elfica senza insegne, la Scaglia del Serpente, capitanata dal mago Eldarion, al servizio della famiglia Lostirion. Costui è in possesso dell’Otre dei Venti, un oggetto incantato che gli permette di governare gli spiriti dell’aria per gonfiare al massimo le vele del vascello. Dopo alcuni giorni d’attesa a L’Anguille, Trytonja si fa viva con Aleks, che non le si vuole staccare. Poco entusiasta, Celebril gli permette di seguirli purché indossi sempre un travestimento posticcio fatto da Quikk, che lo fa assomigliare a un bruttissimo Elfo.

Il viaggio verso Caledor è breve, grazie all’Otre dei Venti. Al porto elfico alcuni servitori accolgono con poco entusiasmo i viaggiatori. Celebril non viene riconosciuto dalla gente. A Lostirion, Halantir accoglie freddamente il figlio, senza celare la sua delusione per i compagni che si è scelto. Rivela il motivo della convocazione, cioè il rapimento di Ellarion, condotto dagli Elfi Scuri nella città di Hag Graef a Naggaroth. La convocazione del figlio è stata voluta dal Principe Adric di Caledor, che progetta un salvataggio condotto da un gruppo di eroi.

Attraversato il Cancello del Drago, i nostri giungono al maestoso Palathas Caledor. Qui vengono accolti da Adric in persona, palesemente meno altezzoso dei suoi compatrioti: questi espone il suo piano di penetrare ad Hag Graef segretamente, attraverso il Mare Sotterraneo, e salvare Ellarion. Purtroppo, il Re Imrik VII e molti Signori dei Draghi sono dell’idea di lanciare un assalto diretto dal cielo, assaltare la fortezza e prendere il sacerdote con la forza, giocando sull’elemento sorpresa.
Il giorno stesso si tiene il consiglio dei Signori dei draghi, che anche Trytonja, Aleks, Elemir e Patrocol possono vedere e ascoltare grazie ad uno spioncino nascosto mostratogli da Adric. Il Principe propone il suo progetto, facendo anche notare che tra di loro c’è una spia, che deve aver tradito Ellarion rivelando al nemico del suo viaggio, e che quindi potrà rivelare i piani di battaglia agli Elfi Scuri. Gli altezzosi nobili, primo tra tutti Dor Mormal dei Reikaler, rifiutano però ogni possibilità di tradimento, e anzi mettono in dubbio la veridicità delle leggende su Celebril, ingiuriandolo e contestando ogni sua parola. Imrik decide dunque di ordinare il risveglio dei Draghi, e di preparare la spedizione punitiva.

Adric e Celebril decidono comunque di provare a risparmiare il massacro del sangue di Caledor, formando una compagnia con Elemir, Patrocol, Aglarion, Trytonja e Aleks: una nave da razzia Naggarothiana catturata al nemico viene approntata, e il cavaliere e i suoi compagni dirigono le vele verso il Nord, per penetrare nel cuore del Regno del Gelo. Il giorno successivo alla partenza, però, Celebril ha l’impressione di vedere un’ombra passare sopra il sole per un attimo, diretta verso Nord. Il tradimento di Caledor si sta compiendo.

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Il Drago della Valle Blu
In cui Otto mette ordine nel suo regno occidentale e lo vede crescere

Nel febbraio del 2508 Otto riceve un rapporto di Stottri, che informa il suo signore del buon andamento delle miniere, dell’aumento della popolazione e dell’arrivo di alcuni Umani dalla Nosrca, ma di tensioni tra le componenti etniche della valle. Preoccupato dal tono indipendentista del “viceré”, Otto parte per Karak Lhûnbizar, dove arriva dopo circa due mesi.

Qui apprende del recente arrivo di un drago di terra che ha terrorizzato la Valle Blu e sterminato le greggi. Organizzata una spedizione punitiva, scopre però che il bestione non è aggressivo, e considera i Nani più con curiosità che con appetito. Si decide di far venire un mago elfico per comunicare con il rettile, e nel frattempo gli si assegna William, un Nano maestro di Albione. Dal momento che il Drago non sembra rendersi conto del danno che fa, gli Umani rimangono in città, lasciando il bestione libero di scorrazzare per la valle calpestando le colture e cacciando capre e stambecchi. William non fa molti progressi, ma il Drago impara a non devastare tutto ciò che incontra sul suo cammino.

In maggio arriva alla valle un gruppo di viaggiatori ben nutrito. Il mago elfico Lavastyr comunica magicamente con il Drago, spiegandogli i problemi che crea; parte con 160 monete d’oro in tasca e la promessa di un anello magico per comunicare con i Draghi; un messaggero da Karak Knuurg annuncia il concepimento di un figlio da parte di Ermengarda; un altro messaggero preannuncia l’arrivo di una torma di nani di Norsca, fuggiti dalla patria per cominciare una nuova vita nel Nuovo Mondo.

La settimana seguente i Nani di Norsca, una cinquantina, raggiungono Karak Lhûnbizar, guidati dal loro Re Throrin, dopo mesi di viaggio. Sono arrivati qui costretti dalla caduta di Bòrfangi, loro città, in seguito a un attacco di Goblinoidi, e sono stati incoraggiati dalla leggenda di ricchezze e pace oltre l’Oceano. Dopo un’iniziale tensione, causata anche dall’incontro imprevisto con il Drago, Throrin sigla un’alleanza con Otto. Trovata una posizione ottimale, i Nani di Norsca cominciano a scavare la loro città a nord, ai piedi del Monte Grigioferro, Karak Angbor.

In giugno una delegazione di preti da Caraz-a-Carak arriva nella Valle Blu: 10 preti di Grungni, 8 di Ulric, 4 di Thorgrim. Li invia il Grande Tempio della capitale, con una lettera del Grande Re e del Gran Chierico di Grungni, che esprimono stima per il lavoro svolto ad Otto, e auguri a Throrin. Il Re Kadrin XII sottolinea l’opportunità di avviare buoni rapporti con gli Elfi di Ulthuan per future alleanze.
I preti si disperdono tra le due città, creando templi locali.
Giorni dopo arrivano anche lettere di complimenti ad Otto dai Re di Rupe Nera e Carag Otto Picchi.

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