La Profezia dei Cancelli

L'erede di Dhârgon
In cui Otto ottiene il riconoscimento della sua nobiltà

Nell’estate del 2502 Otto viaggia sino a Caraz-a-Carak dove viene riconosciuto legittimo erede di Dhârgon da Re Gramnir il Grigio, ma Bain, l’erede di Skalf di Karak Azgâl, continua ad avanzare pretese sul trono di Karak Azûl. Otto diviene Sergente dell’esercito di Rupe Nera (sottodiv.“Ferro”, divis.“Ascia”), e viene mandato tra le truppe ausiliarie di Carag-Otto-Picchi, dove si procura grande fama combattendo. L’ Ascia di Karak Azûl diviene popolare in tutto il Vecchio Mondo sudorientale. Ossian si fa mantenere da Otto.

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Ascesa e caduta di Lamshâr, Campione di Slaanesh
In cui Lamshâr tenta di diventare un Principe Demone ma fallisce

Nel marzo del 2502 Lamshâr sbarca a Quezzhar e ruba la Melodia dei Cancelli a Gelmir. Otto, Ossian e Aurien lo tallonano ma non riescono a catturarlo. L’emissario di Slaanesh, introdottisi nottetempo nella camera di Aurien, la “violenta” e riparte per il Vecchio Mondo. I tre lo inseguono insieme a Gelmir.
In maggio i quattro raggiungono Lamshâr nei Principati di Confine, e qui l’Elfo Oscuro si fa beffe di Otto e lo marca a fuoco col simbolo di Slaanesh e passa ancora la notte con Aurien, la quale si innamora di lui. A Barak Varr, ai compagni si unisce un mercenario Vichingo di nome Olaf Hrotkinson, che li ha visti in sogno.
In giugno i cinque raggiungono Karak Azûl: qui Otto uccide Urmarcht, e Lamshâr, infilzato per sicurezza il cadavere del suo padrone, scappa con lo scettro di questi e la melodia, e si teletrasporta al Cancello del Sud, che allarga con il suo flauto e in cui si tuffa. Diventato potentissimo ed enorme tenta di uscire ma Gelmir, suonando la melodia al contrario, lo stritola nel cancello e lo divide in due. Otto trova la corona di Dhârgon e va a Rupe Nera; Ossian trova una misteriosa chiave di cristallo e segue il Nano; Aurien scopre di essere incinta e parte per Nuln.

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Viaggio ad Aztelcahuan
In cui Gelmir viaggia sino alla favolosa capitale degli Slann

Il primo viaggio dell’Onda Grigia non comincia con i migliori auspici perché questa viene intercettata da una nave elfica. Gelmir si dichiara unico titolare della nave, millantando una licenza elfica di navigazione, ma viene tratto d’impiccio da Laran, per caso a bordo della nave elfica. La puttana conferma le storie di Gelmir con il capitano, che decide di lasciar andare l’Onda Grigia, a bordo della quale Laran si trasferisce.
La nave ben presto sbarca a Quezzhar: Gelmir porta il corpo di Balgar ai familiari, e scopre da questi che loro figlio era membro di una confraternita di studiosi indipendenti, dichiarata eretica dal clero di Quesshan. Presto Gelmir entra in contatto con Ghuallan, cugino di Balgar, che potrebbe continuare l’opera di traduzione dei libri. Da costui scopre che è possibile riforgiare Myrmidag e che si tratta di una spada leggendaria e parte di un trio di spade sacre al dio Quesshan e forgiate in una particolare lega chiamata acciaio al mithril.

Gelmir prende anche contatto con Jean Poisson, ex marinaio dell’Elsa, che afferma di aver viaggiato nell’entroterra lustriano, proibito ai non Slann. Gelmir lo ingaggia per condurlo alla mitica capitale Slann, Aztelcahuan. Dopo sedici giorni di viaggio nelle intricate giungle della Lustria, nel marzo del 2502 Gelmir e Jean giungono nei pressi della città ma vengono catturati. Gelmir si salva spacciandosi per un sapiente elfico venuto a donare il libro di Storia Slann all’Imperatore e viene eccezionalmente condotto davanti a costui. Qui, tra le altre cose, vede Danzdâg, un’altra delle tre spade di Quesshan, in possesso del capitano della guardia imperiale.
A Gelmir viene concessa eccezionalmente una visita della città, ma gli viene intimato di non tornarci mai più. L’Elfo si sbilancia, facendo una domanda sull’acciaio al mithril: i suoi ospiti gli intimano di non menzionare mai più l’argomento e come memento gli marcano a fuoco il simbolo di Quesshan sul palmo della mano sinistra. Jean Poisson viene trattenuto e Gelmir viene scortato a Quezzhar da solo.

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La Peste di Luccini
In cui Trytonja, Lilegon, Ketila e Brokk sventano un complotto degli Skaven a Luccini

Nel gennaio del 2502 Lilegon, Brokk, Ketila e Trytonja, vengono confinati nel paesino di Tistese, a causa di una pestilenza. Qui un certo Niccolò viene ucciso in circostanze misteriose; prima di morire, il Tileano si accascia tra le braccia di Lilegon e cerca di rivelare il nome del suo assassino, purtroppo non viene capito ed i quattro vengono ingiustamente accusati della sua morte da una passante.
Condotti in una piazza per essere processati sommariamente, grazie ad un nutrito gruppo di ubriachi, violenti ed avversi alle istituzioni giuridiche, riescono a scappare. Si nascondono grazie all’aiuto di un anarchico, un certo Parco Molo, amico di Niccolò il quale, conscio dell’innocenza dei quattro, dice che il suo amico è stato assassinato dalle stesse persone che hanno cercato di incastrarli, probabilmente a causa di certe informazioni che Niccolò avrebbe potuto rivelare loro prima di morire. In cambio del suo aiuto, e anche per discolparsi gli avventurieri decidono di far luce sull’intrigo.
Si introducono come ladri in casa Prete, il procuratore. Qui devono scontrarsi col ciclopico Tyke, una guardia del corpo Albionica, e hanno la meglio ma Brokk perde un occhio nello scontro.
Scoprono un complotto tra Prete e degli Skaven, responsabili della pestilenza, e, dopo aver eliminato questo demagogico individuo, denunciano alle autorità di Luccini tutte le persone implicate, provando con i documenti presi in casa di quello le loro accuse, ottenendo così l’assoluzione a formula piena ed una ricompensa.

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Naufragio ad Albione
In cui Trytonja, Lilegon, Ketila e Brokk hanno un'avventura ad Albione

Nel dicembre del 2501 Trytonja si imbarcain cerca di avventura alla volta di Albione insieme a Lilegon e i nani Brokk e Ketila. Una tempesta fracassa la nave contro gli scogli e li sbalza, contusi ma salvi, su una spiaggetta di sassi ai piedi di una scogliera a picco sul mare. L’unica via per raggiungere la civiltà sembra essere una profonda grotta nella scogliera, al cui interno i quattro scoprono la presenza di due strani cadaveri, ibridi tra uomo e ragno, che in seguito si riveleranno essere Aracnidi. Scoprono poi un tempio antico, in cui sarebbe sepolta la mummia di un crudele negromante, ed uno scagnozzo di un mago intento a completare un rito per risvegliarlo.
Il perfido Garsia, lo scagnozzo, viene eliminato ed i quattro, evitando un’orda di Goblin, trovano l’entrata da lui utilizzata; spacciandosi per costui si fanno aprire la porta dal suo padrone Usamigolos, che colto di sorpresa, è costretto a farsi “scortare” in città da Brokk. L’idea di Trytonja era quella di estorcergli qualche pozione e qualche soldo, ma giunto davanti a delle guardie, Usamigolos urla e fa arrestare i Brokk e Ketila; le due Elfe, invece, riescono a fuggire, portando con sé un oggetto indispensabile per concludere il rito, il Calice Canopio.
Il mago, accusando i Nani e le loro compari di furto, dice davanti al capo della polizia che sarebbe disposto a ritirare la denuncia in cambio di quell’ “oggettucolo dal valore puramente affettivo” che gli è stato rubato; la credibilità del mago, che, tra l’altro si fregia della carica di primo cittadino, non è discutibile, e i due vengono messi dietro le sbarre fintantoché il Calice non venga restituito.
Trytonja viene abbordata da Jakaras, un mago nemico di Usamigolos, che, conoscendo i fatti, vuole il Calice Canopio per poterlo distruggere, ma al momento sembra più interessato alle cosce dell’Elfa. L’Elfa dapprima non cede alle proposte del mago, che nel frattempo ha perso la testa per lei, ma la notte stessa capitola. Jakaras, dopo averla sommersa di regali, ed aver mandato il suo golem a liberare i Nani, è costretto a lasciare andare la fanciulla, ma prima le regala un amuleto, col quale la ragazza, in caso di pericolo, pensando a lui, verrà aiutata (non specifica come). Prima di andarsene, Trytonja, lascia su un tavolo il Calice Canopio, poi, trovata Lilegon e i Nani fugge dalla cittadina di Bourge de la Mer.

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Fantasmi a Karak Azûl
In cui Otto ha una conversazione con lo spettro dell'antico eroe Dhârgon

Otto, assillato da sogni ricorrenti, si dirige verso Carag-Otto-Picchi in cerca di risposte. Incontra Ossian e Aurien, anch’essi assillati dagli stessi sogni. Nuovo incontro con l’individuo con la scacchiera, e nuovo presagio riguardante tra l’altro l’emissario di Slaanesh. Ottenute da Kar-Tholon, grande sapiente, informazioni circa Dhârgon, grande eroe e re, Kar-Knuurg, la sua leggendaria ascia e Karak Azûl, i tre si recano in tale città Nanica, dove scoprono un antico passaggio segreto, apribile solo dai Nani, che permette di arrivare indisturbati nel centro della città. Otto, evocato lo spettro di Dhârgon, scopre di essere il suo unico discendente, e dunque legittimo erede. Il trono appartiene ora ad un usurpatore, Urmarcht, un demone, che Otto non è ancora pronto a sfidare. Kar-Knuurg accetta Otto come unico padrone. I nostri vedono Lamshâr, un Elfo Oscuro, parlare col re-demone: egli vuole raggiungere Gelmir, nel frattanto giunto in Lustria, e rubargli la melodia che apre e chiude i cancelli. Tentano l’inseguimento fino in Lustria, scoprendo che l’Elfo Oscuro è un seguace di Slaanesh. Durante il tragitto egli ha un rapporto con Isabella da Luccini, sorella del signore di Borgoverde, e la uccide di piacere. Aurien lascia Laurent, che se ne va senza dire una parola.

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Il nuovo viaggio dell'Onda Grigia
In cui Gelmir diventa socio di una nave

All’indomani dei fatti di Katöbriantes, Gelmir scopre che l’armaiolo e il prete del villaggio, entrambi parte della congrega che aveva aperto il cancello caotico, erano stati in passato membri dell’equipaggio di una nave, l’Elsa, che faceva la spola tra Brionne e la Lustria. Portando con sé il cadavere di Balgar, Gelmir scende il fiume Brienne sino a Brionne dove rintraccia Rodrigo Gambadilegno, un vecchio collega dei due marinai di Katöbriantes. Rodrigo mostra all’Elfo i resti dell’Elsa, ormai non più in grado di navigare. I due, insieme al capitano Philippe Malais, formano una società che ristruttura la nave e, in una notte d’inverno, la ribattezza Onda Grigia con una bottiglia di vodka d’Erengrad.

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La fine dell'Onda Gelida
In cui Otto e Aleks incendiano una nave dedita al contrabbando di Mutapietra

E’ la metà di ottobre del 2501. Otto vive a L’Anguille, alle dipendenze della famiglia Rochelle, la cui figlia ha salvato dai seguaci di Khorne. E’ qui che viene invitato tramite trance presso una casa dove incontra un uomo incappucciato. Costui recita una profezia oscura e gli mostra una scacchiera: tra i pezzi bianchi Otto riconosce sé stesso e alcuni suoi compagni. L’incappucciato spiega che i pezzi neri sono gli emissari del Caos, e ne pone uno dietro la pedina di Otto, avvertendolo di essere stato preso di mira. Al suo ritorno a casa il Nano trova una lettera, simile a quella ricevuta a Quenelles, che lo indirizza verso una taverna. Insieme all’alchimista Aleks, il Nano rinviene una cassa di Mutapietra con il biglietto “40 CO alla cassa” e il dettaglio delle partenze di due navi, la Clodia di Marienburg e l’Onda Gelida di L’Anguille. Otto e Aleks danno l’assalto nottetempo a quest’ultima, ancorata al porto: il Nano fa strage dell’equipaggio e l’alchimista dà fuoco alle vele. Il sopraggiungere di un mago Skaven mette in fuga i nostri ma per l’Onda Gelida è troppo tardi.

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Tutte le strade portano a Katöbriantes
In cui Gelmir, Ossian ed Aurien si incontrano nel villaggio di Katöbriantes

E’ la fine di settembre del 2501 e Ossian viaggia su indicazione di Hithrandir alla ricerca di un ragno gigante avvistato di recente. Nel villaggio di Bourgeclus incontra il vecchio collega Gelmir, alla ricerca di Balgar il Bibliotecario. Poco dopo giungono al villaggio Aurien, Laurent ed Andreas, in fuga dalla vendetta di Elise Vernoi.

I cinque viaggiano insieme verso il vicino borgo di Katöbriantes dove dovrebbero trovarsi sia il ragno gigante che Balgar, ma scoprono che l’insediamento è controllato da una banda di Elfi Oscuri che si è arroccata in un forte lì vicino. Aurien riesce a fomentare una rivolta: quando i paesani in armi incontrano i mercenari Orchetti, il loro capo Kobrakhan decide di unirsi a loro per reclamare gli arretrati dagli Elfi Oscuri. Purtroppo questi ultimi si rivelano agguerriti e mettono in fuga i ribelli.

Aurien, Gelmir ed Ossian si trovano la fuga bloccata da un ragno gigante, fomentato da Bruto, ma vengono tratti in salvo da una menestrella elfica, Trytonja, che li nasconde in una buca. Usando la telepatia, Ossian riesce a comunicare con il ragno e scopre che si tratta di una creatura extradimensionale portata lì da una congrega di cinque stregoni malaliti, tra cui il suo maestro Hithrandir, che hanno aperto un cancello caotico. Gli Elfi Oscuri, secondo il ragno, sono anch’essi malaliti e vogliono controllare il cancello.

Aiutati dal ragno gigante, Gelmir, Ossian, Aurien e Trytonja assaltano il forte degli Elfi Oscuri e vi penetrano. Gelmir trova Balgar incatenato e con segno di tortura ma, prima di riuscire a liberarlo, Bruto entra in scena e pianta un quadrello di balestra in testa allo Slann. Furioso, Gelmir assale il Mezzorco che tenta inutilmente la fuga: quando Myrmidag, spada sterminatrice di Pelleverde, incontra le carni del Mezzorco, la sua già fragile struttura cede e la lama esplode in mille schegge uccidendo malamente la sua vittima. Il gatto nero parlante si rivela allora come demone di Nurgle e chiede e Gelmir di usare la melodia per chiudere il cancello, promettendo il suo aiuto contro gli Elfi Scuri. Gelmir così fa, liberando il demone del suo asservimento a Nurgle ma bloccando la via del ritorno al ragno gigante.

I nostro scoprono quindi che gli Elfi Oscuri stavano studiano il funzionamento dei cancelli del Caos e interrogavano Balgar per scoprire il segreto della melodia. Gli stessi Elfi malaliti avevano messo una taglia sulla testa di Gelmir e la consegna delle sue proprietà. Il loro scopo era ricattare gli Dei del Caos controllando i cancelli. Bruto era un seguace di Khorne, inviato contro di loro ma anche contro Gelmir.

Mentre il demone gatto distrugge il forte, giunge sulla scena una banda di non morti evocati giorni prima in un vicino villaggio, dopo che Trytonja aveva fallito nell’impedire il rito. La battaglia termina con il totale annientamento di quasi tutte le fazioni. Sopravvive il ragno gigante con i suoi figli, e Kobrakhan.

Ossian torna a Quenelles con gravi notizie per il suo maestro ma questo, terrorizzato, gli vende per i soldi che ha addosso la sua torre e tutto ciò che contiene, e si dà alla fuga. Pochi giorni dopo Ossian riceve una lettera anonima, scritta su una pergamena ricavata dal viso del suo ex maestro: “Il prossimo sarai tu”. Il Mezzelfo abbandona quindi Quenelles e con Aurien si dirige verso Nuln. Il giorno dopo le guardie perquisiranno la torre trovando libri di magia nera, così che Hithrandir e il Mezzelfo saranno iscritti sulla lista nera delle autorità locali.

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Il Caos nelle viscere di Quenelles
In cui Otto, Ossian e Aurien fermano traffici illeciti nella città bretonniana

E’ il settembre del 2501 e Otto è ormai da alcuni mesi campione della legge per il mercante A.J.L. de Gauville, che controlla la banda criminale dei Noirrons. Aurien è cavaliere di compagnia di una dama, Annabelle de Chretien, mentre Ossian studia come apprendista di Hithrandir.

Indirizzato da un anonimo informatore, che si scoprirà essere un seguace di Malal, Otto risale a un indirizzo, la rue de Chat, dove si ritrova un culto di seguaci di Khorne. Essi tengono prigioniera una dama nobile, Isabeau Rochelle, con lo scopo di sacrificarla al loro dio. Otto arruola Aurien ed Ossian per assaltare il covo della setta e liberare la nobildonna che assume Otto come prorio campione.

Nel covo i nostri scoprono un messaggio con un nuovo indirizzo, quello del potente conte Alain Vernoi, e la frase “50 CO alla cassa”. Lo stesso Vernoi che è padre di Elise, fidanzata di Laurent, fiamma di Aurien, scomparso da alcune settimane. Otto riesce a intrufolarsi nella villa di Vernoi dove scopre che il conte è coinvolto nel locale traffico di Mutapietra: circondato dagli sgherri, Otto riesce a prendere in ostaggio il conte e lo rilascia promettendo il suo silenzio in cambio di salvezza e di 200 CO di compenso. Otto accetta anche di tenere lontana Aurien da Laurent, che si trova prigioniero nella villa. Purtroppo un biglietto anonimo avverte però l’Elfa della prigionia del suo amato.

Con l’Elfa non si ragione, e quindi il Nano e il Mezzelfo accettano di aiutarla: due settimane dopo, i tre si introducono a villa Vernoi, assassinano il conte e liberano Laurent.

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