La Profezia dei Cancelli

L'incontro delle tre spade di Quesshan
In cui Gelmir scopre di essere il prescelto del Dio Serpente

Gelmir raggiunge Luccini all’inizio del 2504: qui trova la moglie e la figlia Laurin, nata poche settimane prima. Mentre progetta l’incontro con i Tritoni, riceve un messaggio in cui viene invitato in una radura fuori dalla città dove un certo Gothgaar lo aspetta. Se non si presenterà, la sua nave ne farà le spese.

Il giorno dopo Gelmir si presenta alla radura accompagnato da Aurien; ad aspettarli c’è effettivamente Gothgaar, con in mano Elzedzag, che i Tritoni di Urulia hanno consegnato ad Anguissh in cambio di aiuto per sconfiggere Vodalia. Le tre spade, riunite nello stesso luogo per la prima volta dopo millenni, brillano di luce sovrannaturale e si fondono in una sola lama: Quesshandag. L’immagine di un Antico Slann compare e parla a Gelmir che, tuttavia, non capisce l’antica lingua, ma si ritrova in mano la spada sacra. Segue un furioso combattimento tra Gelmir, Aurien e Gothgaar che, alla fine, ha la peggio e viene ucciso da un affondo di Quesshandag.

Anguissh, che ha osservato la scena da poco lontano, se ne va contrariato. Gelmir da questo momento ritiene di essere il Prescelto di Quesshan. Questa convinzione è rafforzata da una lettera di Anguissh, consegnata da Syssghar, che spiega il discorso dell’Antico Slann Ssyud-yol, antico patriarca di Quesshan. Secondo la lettera, Gelmir ha il compito di unificare il pianeta contro il Caos nel nome di Quesshan, un dio preesistente alla caduta delle Mutaporte polari.

Syssghar tratta con Gelmir lo scambio di libri con la melodia completa dei Cancelli.

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I Purificatori
In cui Otto apprende della morte del fratello Schultz

All’inizio del 2504 Otto riceve una lettera da un seguace di Ulric, Bernhardt Höger, che lo informa che sua sorella Frida è malata. Otto viaggia sino al villaggio natale di Krakokum e scopre che la sorella e Bernhardt sono spariti da due settimane e viene indirizzato verso il villaggio di Bockemberg dove, in una baracca, trova dei berserker di Ulric ad aspettarlo. Il Nano di difende e sconfigge gli assalitori, e trova nei pressi Bernhardt e la sorella. Il seguace di Ulric si dà alla fuga promettendo di tornare. Frida racconta a Otto di aver saputo da Bernhardt, un amico di famiglia, che loro fratello Schultz aveva sviluppato una mutazione. Benhardt credeva che la mutazione coinvolgesse l’intera famiglia e intendeva uccidere sia Otto che Frida. Perquisendo la casa di Bernhardt, i due scoprono le ossa del fratello e deducono che il seguace di Ulric abbia cercato di purificarlo con il fuoco, uccidendolo per errore. Otto e Frida decidono di abbandonare Krakokum e di trasferirsi al Sud, più tollerante.

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La Fortezza Dimenticata
In cui Ossian, Aurien e Gelmir recuperano la quarta Chiave di Arianka.

Verso la fine del 2503 Ossian incontra il Mago Giuseppe e apprende da lui i segreti dei Cancelli Lunari. Ottiene anche un libro di magia aracnoide e i tarocchi che erano stati sottratti a Gelmir.

Forte della sua conoscenza dei Cancelli Lunari, Ossian progetta di raggiungere il luogo in cui è custodita la quarta Chiave di Arianka: una fortezza simile a Man Pang, situata nelle Terre Oscure. Viaggiando attraverso i Cancelli Ossian preleva Aurien a Nuln e Gelmir a Marienburg e li convince a seguirlo nella sua avventura.

All’inizio del 2504 i tre raggiungono prima il Catai, dove si scontrano con i membri di una società segreta chiamata la Pagoda, che ha dei conti in sospeso con Aurien, poi da qui le Terre Oscure. La fortezza gode di un clima tropicale ed è abitata da Orchetti e altre creature mutate, originariamente provenienti dalle stelle e ibridate con altre creature autoctone. I viaggiatori affrontano i mostri e li sterminano ma alcuni riescono a fuggire in una capsula volante. Al centro della fortezza i tre scoprono un portale verso un’altra dimensione, abitata dagli Aracnoidi, che parlano una lingua derivata dall’Antico Slann e li trattano come ospiti. Raccontano di aver gettato la Chiave in un baratro per nasconderla e di aver perso la loro regina, fuggita attraverso un portale – i viaggiatori deducono si tratti della ragna incontrata a Katöbriantes. La Chiave viene recuperata e Gelmir chiude il Cancello verso la fortezza, eliminando così la sorgente del microclima tropicale e causando indirettamente la morte dell’ecosistema locale.

Indovinando fortunosamente i cicli dei Cancelli Lunari, i nostri raggiungono Miragliano.

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La Purga di Marienburg
In cui Gelmir e Trytonja trattano con i Tritoni di Urulia

Nei primi giorni del 2504 Gelmir e Trytonja raggiungono Marienburg in incognito, solo per scoprire che Hess ha fomentato dei disordini antielfici che hanno causato la fuga della popolazione di Elfi e il saccheggio del loro quartiere. Insieme ad alcuni fuggitivi attraversano le fogne, infestate da mostri di origine Skaven, e raggiungono il mare dove cercano di contattare i Tritoni di Vodalia. Non sono questi, tuttavia, a comparire, ma altri Tritoni provenienti dal regno di Urilia, loro nemico: Vodalia, dicono i Tritoni, è caduta al loro re Memnos. Gelmir cerca comunque di trattare la consegna di Elzedzag Quesshandag offredo un libro di anatomia Slann che permetterebbe ai Tritoni di respirare fuori dal mare: questi danno appuntamento all’Elfo a Luccini, per lo scambio, ma nel frattempo rapiscono Trytonja.

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La Spada d'Argento e il Liber Bubonicus
In cui Gelmir ritrova Trytonja a Zhufbar

E’ l’autunno del 2503 e Gelmir è a Luccini in cerca di Trytonja. Il veggente mezzo-Nano Jean Krantz lo indirizza verso Splügen e, come ringraziamento per averlo salvato da dei bulli, gli regala un mazzo di tarocchi magici datigli dal suo maestro, il mago Giuseppe. Gelmir si mette sulle tracce di quest’ultimo e lo raggiunge nella sua dimora, nelle foreste ai piedi di Monti Appuccini, per scoprire che si tratta di un ragno gigante. Similmente a quello incontrato a Katöbriantes, il ragno è giunto da un’altra dimensione attraverso quelli che lui chiama Cancelli Lunari, portali che si attivano secondo le fasi della Luna. Gelmir, nel panico, cerca di stordire il mostro e di fuggire ma questo, risentito, lo stordisce col suo veleno e lo abbandona a poca distanza, non prima di avergli tolto i tarocchi e il libro di storia Slann in Elthàrin.

Gelmir, ripresosi, rinuncia volentieri al maltolto e si incammina per Splügen, dove incontra la madre di Andreas, ancora viva, e scopre che Trytonja è passata di lì ma è ora diretta a Zhufbar per suonare alla festa di Ulric. Da Splugen Gelmir raggiunge la vicina Nuln chiedendo aiuto a Quikk, che si offre di trasportarlo magicamente a Zhufbar con una nuova macchina di sua invenzione. Purtroppo qualcosa va storto: Gelmir compare sì a Zhufbar, ma un mese dopo essere scomparso da Nuln.

Gelmir scopre che a Zhufbar ha preso il potere un culto della Legga comandato da un certo Blasco che ha imposto un regime puritano. Arrestato e deportato verso le miniere dei Goblin, riesce a fuggire insieme a una prostituta, Astrid. Nei boschi montani i due vagano per giorni ma vengono infine catturati da una banda di Skaven, ex membri dell’organizzazione di Faccia d’Ossa. Questi, memori dei torti subiti dall’Elfo ma anche delle sue capacità di infiltrazione, gli propongono la libertà in cambio del furto del Liber Bubonicus, custodito appunto a Zhufbar.

Gelmir si infiltra nel palazzo di Blasco, nelle cui segrete trova la menestrella Trytonja. I due Elfi riescono a dare fuoco al palazzo e aizzare una rivolta. Gelmir recupera i suoi oggetti, sottrattigli dalle guardie, e uccide Blasco, guadagnandosi il soprannome di Spada d’Argento. ma anche questa volta non può godersi alcun onore, perché all’improvviso viene ritrasportato a Nuln, un mese prima, ossia momenti dopo essere entrato nella macchina di Quikk. Parla a questo del Liber Bubonicus e gli consegna la mappa datagli dagli Skaven. Temendo per la sorte di Astrid, ancora prigioniera della banda di Uomini Ratto, Gelmir non perde di vista il suo scopo ultimo e, con Trytonja, si imbarca per Marienburg.

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La pace di Sartosa e il regno dei Tritoni
In cui Gelmir negozia una pace in nome del Re Fenice

Alla fine del settembre 2503 lo Squalo Grigio approda a Lothern dove Gelmir e Laran si ricongiungono ad Elmerin, Liniel e Brandir. E’ qui che Voisiol, ambasciatore del Re Fenice, requisisce lo Squalo come migliore nave rimasta in porto per una missione urgentissima: raggiungere Sartosa, dove la flotta di Ulthuan sta assediando l’isola, e riportare le navi degli Elfi in patria per fronteggiare un’invasione degli Elfi Oscuri.

Col vento in poppa invocato da potenti maghi, lo Squalo Grigio raggiunge Sartosa in pochi giorni. Qui Voisiol ha un incontro con Emiliano Squartamori, Re dei Pirati, in cui cerca di negoziare una pace ma riesce solo ad offendere la controparte ed essere messo in ceppi. Gelmir, forte della sua esperienza con gli Umani, prende il suo posto come negoziatore e conclude un armistizio con i Sartosani, concedendo loro il lasciapassare oceanico per una nave mercantile all’anno.

La flotta degli Elfi Alti fa quindi vela verso Ulthuan ma sul più bello lo Squalo Grigio viene teletrasportato in fondo al mare nella città tritonica di Vodalia. Il re dei Tritoni spiega a Gelmir di aver messo un incantesimo sull’Oceano per far sì che chiunque desiderasse ardentemente qualcosa venisse trasportato vicino ad esso: questo il motivo della sparizione di molte navi e dell’apparizione di navi “fantasma” nei mesi precedenti. Motivo dell’incantesimo è il desiderio del Re di ritrovare la figlia, nata con gambe terrestri e abbandonata molti anni prima. Gelmir, pensando che si tratti di Trytonja, si offre di riportarla a casa in cambio di una spada trovata dal re in fondo al mare mesi prima: Elzedzag. L’Elfo rinuncia quindi alla battaglia contro gli Elfi Oscuri e agli onori ad Ulthuan per farsi trasportare a Luccini.

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La Rivolta di Axborg
In cui Ossian incontra il suo sosia

Nell’autunno del 2503 Ossian scopre dai libri di Dran Schwartzhofer l’esistenza di un artefatto chiamato Occhio di Rhedar, custodito nell’Impero Orientale. Messosi sulle sue tracce, assolda come guardie Olaf e Axel, ma mentre transita per il feudo di Axborg viene arrestato e accusato di essere il capo di una banda di fuorilegge. E’ facile chiarire il malinteso con il barone Maximilian: si tratta di un caso di somiglianza. Tuttavia il barone fiuta un’opportunità e offre ai prigionieri una scelta: infiltrarsi tra i fuorilegge facendo uso della somiglianza tra Ossian e Yavol, il loro capo, ed eliminare quest’ultimo; o essere giustiziati per confondere la popolazione, tra cui molti simpatizzano per i ribelli.

Ossian accetta ma, una volta tra i fuorilegge, preferisce allearsi a Yavol e con questo dare l’assalto al castello di Axborg dove il barone viene ucciso. Ossian prosegue quindi il suo viaggio mentre Yavol dichiara la costituzione della libera repubblica di Axborg e invia una petizione di riconoscimento all’Imperatore.

Nella Valle di Kessel, tra le Montagne ai Confini del Mondo, Ossian incontra Aleks e con lui scaccia il drago Emdar ottenendo dal mago Kessel l’Occhio di Rhedar. Aleks riceve invece il Cristallo Verde, che consegna a Malal in cambio di una nuova dose della pozione da cui è dipendente. Kessel accetta di prendere Aleks come apprendista.

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La Dama Bianca
In cui un Principe della Legge invia dei campioni contro i suoi nemici

La Dama Bianca, un Principe della Legge devota ad Alluminas, vive in una dimora rimossa dal mondo insieme ai suoi servitori. Una di queste, Profezia, viene sedotta da Slaanesh e la abbandona.

Decisa a punire il tradimento, la Dama Bianca preferisce non agire direttamente ma nomina dei Campioni che portino la sua vendetta contro Profezia e la fortezza illusoria dove si è rifugiata. Per questa ragione chiama a sé Otto, Aurien, Ossian e Gelmir, trasportandoli dai luoghi dove si trovavano, e comanda loro di muovere guerra alla servitrice di Slaanesh. Dona loro degli amuleti sacri di protezione, ciascuno rappresentante una virtù.

Visto che il rifiuto non pare essere un’opzione, i Campioni vengono trasportati alla fortezza di Profezia che provvedono a conquistare, uccidendo tutti gli occupanti, devoti di Slaanesh. Per ringraziarli, la Dama Bianca fa’ sì che gli amuleti che indossano vengano assorbiti nella loro carne come tatuaggi sul petto.

Aurien, che ha partorito da meno di una settimana, sceglie di lasciare i propri gemelli alla Dama perché vengano cresciuti da lei. I Campioni vengono ritrasportati ciascuno nel proprio luogo d’origine, ma nel frattempo sono passati tre mesi.

Ciò è particolarmente problematico per Gelmir, appena tornato dalla sua avventura nelle giungle della Lustria: scopre infatti che l’equipaggio dello Squalo Grigio aveva già celebrato un funerale in suo onore. Senza attendere le felicitazioni di Anguissh, Gelmir ordina di salpare verso il Vecchio Mondo – purtroppo non è abbastanza rapido: lo stregone attrae con uno stratagemma Laran lontano dallanave, e poi manda a Gelmir una cassa con all’interno una testa animata tale e quale a quella della moglie. Persuaso sempre più delle parole di Syssghar, Gelmir si ripromette di ripagare il debito quanto prima.

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Le espiazioni di Otto
In cui Otto si libera di alcuni peccati

Nell’aprile del 2503 Otto viaggia sino a Krakokum dove incontra sua sorella Frida, adepta di Ulric, e apprende della scomparsa del fratello, Schultz. Qui ha dei sogni insoliti che, interpretati dalla sorella, gli suggeriscono di viaggiare sino al Tempio di Alluminas di Pfeildorf, che raggiunge un mese dopo.

Il gran primate di Alluminas, Ludwig van Telapesken, suggerisce al Nano di espiare i suoi peccati di associazione al Caos facendo una buona azione a favore degli Dei della Legge: nello specifico, liberare la tomba di un Templare, recentemente profanata da un gruppo di Uomini Bestia.

Diretto verso la foresta di Drakwald, Otto incontra Keirgar, principe di Karak Varn, e lo aiuta a recuperare una gemma sacra a Grungni in cambio del suo aiuto contro gli Uomini Bestia devoti a Khorne. Questi vengono sterminati e il tumulo del Templare nuovamente sigillato dalla perizia dei Nani.

Di ritorno a Pfeildorf, Otto riceve l’assoluzione del primate, che invoca l’aiuto di un Demone Maggiore del suo dio. Questo trasporta Otto alla tomba di Skorgan, nel frattempo diventata una montagna di Mutapietra. Trova nei paraggi Skaven nell’atto di scavare alla ricerca del portale, sino a trasformare il monte in un vulcano attivo che vomita Caos sulla terra. Otto affronta gli Skaven e abbatte un mezzo-Rattorco, mentre il Demone di Alluminas ne sconfigge uno del Ratto Cornuto e sigilla il portale.

Otto ritorna quindi a Rupe Nera più tranquillo sulla sorte della sua anima.

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La Trappola di Anguissh
In cui Gelmir viene tradito dai suoi contatti Slann

All’indomani della spedizione a Man Pang, Gelmir usa i suoi risparmi per far costruire una nuova nave che sostituisca l’Onda Grigia ormai malandata per le molte battaglie. Lo Squalo Grigio viene così varato a Luccini e parte subito diretto in Lustria.

Durante il viaggio Gelmir propone a Laran di sposarla e questa accetta gioiosamente. Lo sposalizio avviene nel Tempio di Mathlann a Quezzhar nell’Aprile del 2503.

Il motivo della visita di Gelmir in Lustria è sempre legato ai libri e alla sua spada, che ora vorrebbe riforgiare usando la lama di acciaio al mithril trovata a Man Pang. Si mette quindi in contatto con Ghuallan e i suoi amici studiosi a cui consegna, in un incontro notturno, libri e spada. L’incontro è però una trappola: nelle strade di Quezzhar l’Elfo viene attaccato da Gothgaar e da altri sgherri di Anguissh e consegnato alla sua nemesi.

Anguissh tuttavia non è tipo grossolano da uccidere i suoi nemici a sangue freddo: dopo un lungo monologo in cui illustra a Gelmir i suoi piani, lo stordisce facendolo drogare.

Quando Gelmir si risveglia sono passate due settimane. L’Elfo è solo nel profondo delle giungle della Lustria, e trova al suo fianco la riforgiata Myrmidag. Dalla cima di un’altura, assiste alla distruzione di un villaggio di Pigmei da parte di navi di ferro dotate di cannoni, che aveva visto disegnate nei libri degli Slann. Chiaramente Anguissh ha già messo a frutto le nuove conoscenze.

Il gioco di Anguissh è semplice: Gelmir deve sfuggire a Gothgaar e ai suoi sgherri, e se perde il gioco, perde la spada (oltre alla vita, probabilmente). Non meraviglia che la partita sia pesantemente sbilanciata, ma l’Elfo sopravvive grazie all’aiuto di Syssghar, che chiede a Gelmir di aiutarlo a salvare lo stregone, sempre più instabile, e distruggere i suoi nuovi libri. Ringraziato il suo salvatore, Gelmir si mette in cammino per il porto più vicino, da cui si imbarca per Quezzhar, dove la moglie e l’equipaggio lo davano ormai per morto. Laran lo informa di essere incinta di lui.

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