La Profezia dei Cancelli

Il Primo Concilio dei Cancelli
In cui si tiene a Nuln una riunione dei nemici del Caos

Il 7 agosto del 2505 il Primo Concilio dei Cancelli si apre a Nuln, all’interno dell’Università e della magione di Oldenhaller che pubblicizza ampiamente il suo mecenatismo della causa (senza peraltro essersi consultato con Gelmir, che avrebbe tenuto un profilo un po’ più basso).
Sono presenti alcuni tra i più grandi eroi e saggi dei Popoli Liberi, tra cui:
- Gelmir, l’organizzatore
- Anguissh, mago Slann e Gran Teogono di Quesshan
- Kâr Tholôn, Sapiente Nanico da Rupe Nera
- Galanthilion Haramar, mago e sapiente elfico, portavoce di Palandir VII re di Hoeth e Alto Mago della Torre della Magia
- Quikk, alchimista Skaven alle dipendenze di Oldenhaller
- Gotek Ericsson, sapiente Vichingo seguace della Legge
- Gwendolyn, campionessa di Arianka, con un seguito di preti della divinità

Gelmir rivela ai presenti la completezza della Melodia e la Profezia degli Spettri Slann. Si stabiliscono, dopo molte liti, le modalità del rito per restringere i Cancelli. Galanthilion, Kâr Tholôn e Quikk partiranno per la Lustria con Anguissh per esaminare la terza delle fortezze Slann; Gelmir, Gwendolyn e dei Templari d’Arianka cercheranno l’ultima chiave, e Ossian. Si delibera inoltre di chiamare a consiglio dei rappresentanti Astartiani e il Druido Fogliasecca; Gelmir consegna ad Anguissh una lettera per Syssghar, in cui invita a Nuln per assaggiare la cucina del Convivio lui e, magari, uno dei suoi amici buongustai del “club della torta”.

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Cancelli Irrequieti
In cui Gelmir, Ossian ed Aurien sventano un progetto di invasione dei seguaci di Khorne a Karaz Azûl

Siamo nel mese di maggio del 2505. Gelmir e Ossian tornano a Lothern dopo aver trovato la Chiave di Arianka a Cothique e lo Squalo Grigio si prepara a salpare.
E’ in città che Gelmir incontra per caso Gwendolin, intenta a discutere con un ufficiale della guardia cittadina mentre tenta di convincerlo della pericolosità di Ossian. Il Capitano invita la Campionessa della Legge a pranzo, e qui presenta i suoi vari progetti di lotta contro il Caos a cominciare dalla chiusura delle Mutaporte polari. Da lei apprende numerosi dettagli sulla cerca delle Chiavi di Arianka, sul culto della dea a Praag e sui sospetti sulla fedeltà di Ossian a Malal.

Nel frattempo le guardie vanno in cerca di Ossian al porto e lo trovano: sperano di liquidarlo con poche domande di procedura ma il Mezzelfo, preso dal panico, si dà alla fuga e per di più lo fa utilizzando la magia. La guardia di Lothern a questo punto lo inserisce tra i ricercati per tutte le accuse fatte da Gwendolin (furto di reliquie e culto proibito) più resistenza alla forza pubblica.

Gelmir, tornato alla nave, e scoperto che ora Ossian è ricercato e Gwendalin può trovarlo ovunque sia, lo invita a salpare per il Vecchio Mondo con un’altra nave. Ossian decide di partire ugualmente a bordo dello Squalo Grigio, come clandestino: ruba dalla stiva della nave un anello magico che il figuro uguale a Vulgun, sotto mentite spoglie, aveva messo proprio perché Ossian lo rubasse. Ossian viene contattato dal losco figuro attraverso l’anello che ha rubato, e riceve l’offerta di abbandonare per Malal per Tzeentch: il suo rifiuto è una dichiarazione di guerra al culto. Resosi conto che Gelmir non sarebbe tornato alla nave, il Mezzelfo lascia perdere lo Squalo e decide di tornare utilizzando uno dei Cippi. Tryonja invece viaggia a bordo della nave.

Gelmir infatti ha deciso di lasciare lo Squalo Grigio dopo aver discusso con Laran, che gli annunciava che lei e Rodrigo abbandoneranno la nave per aprire un bordello a Luccini, e terranno la bimba. Il Capitano acconsente, rendendosi conto di non costituire un’alternativa genitoriale migliore: si fa invece prestare l’Aquila da Gwendolin, convincendola che la Lotta contro il Caos lo richiede, e attraversa l’Oceano in volo diretto a Nuln. Qui riunisce presso Oldenhaller alcuni dei Rappresentanti delle Sette Razze: Cricheck, Kobrakhan, Dijan, Ssylk. Rimanda l’Aquila a Gwendolin con un messaggio di ringraziamento e promessa di aiuto nella cerca dell’Ultima Chiave.

Gelmir progetta un viaggio a una delle Mutaporte per testare la Melodia, e riceve subito l’occasione quando sia Aurien che Ossian lo vengono a cercare: l’Elfa porta un messaggio di Shariana secondo la quale qualcosa di terribile si sta preparando a Karak Azûl, mentre il mago cerca l’aiuto del Capitano per la ricerca delle Statuine di Astartis, ma viene prontamente reclutato come Campione degli Umani nella missione alla roccaforte nanica.

Quikk teletrasporta i viaggiatori poco lontano da Karak Azûl. Qui incontrano un certo Ekward, Druido reietto, che pare essere uno dei cinque stregoni che, anni addietro avevano evocato la ragna in quel di Katöbriantes, il quale evoca un Demone dell’Antica Fede, Pràdipos. Questi, in cambio di futuro aiuto, guarisce Gelmir dal problema alla coscia, ed elimina le guardie al cancello della città, per poi sparire.
I sei vengono raggiunti da Aurien, appena giunta sul posto; dopo reciproche spiegazioni, il gruppo entra nella città e, superati i Goblin e liberati tre prigionieri Nani ed un Elfo, tale Asphart, reietto della gilda degli Alti Fabbri d’Ulthuan, giungono ai livelli inferiori, controllati dai Demoni di Gothmog.
Dopo aver sconfitto numerosi Demoni di Khorne, tra cui dei vegetali demoniaci, e recuperata Karòdiriheln, una potente quanto inquietante mazza magica, tenuta da Aurien, trovano l’antico portale per la Mutaporta meridionale. Attraverso di esso giungono sul posto, che trovano occupato da un esercito di Demoni in attesa di irrompere in Karak Azûl.
Con le indicazioni degli Slann, celebrano un rito ed iniziano a restringere il Cancello, mentre Aurien combatte contro un albero demoniaco; la morte dei Nani e di Asphart e la fuga di Cricheck rendono impossibile la continuazione del rito, e davanti alla carica dei nemici gli eroi fuggono. Il Cancello è stato ristretto solo di un quarto.

Usciti dalla città di gran carriera, senza nemmeno riempire le tasche dei grandi tesori in essa contenuti, i sette sopravvissuti vengono ritrasportati a Nuln dalla macchina di Quikk.

Ossian riesce a recuperare da un ricettatore la Statuina che, evidentemente, era stata venduta dai suoi ladri senza conoscerne il reale valore.

Aurien riparte per il Picco nel Baratro. Gelmir manda dei messaggeri a Praag, a Luccini, a Brionne e a Rupe Nera, per convocare un congresso sulla chiusura dei Cancelli per il mese successivo.

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Le sette fiale di Nurgle
In cui Aleks, Celebril e Lilegon cercano di evitare un'immane pestilenza

Nel maggio del 2505 Quikk convince Aleks a visitare la cittadina di Bucklerburg per impadronirsi degli studi di un giovane e brillante medico, Gröenig Hollerer. Aleks convince Celebril, inviato da Sabrina a recuperare l’Alchimista e portarlo al Castello di Malal, e Lilegon, a seguirlo. Una volta a destinazione i tre scoprono che il medico è fuggito dopo aver rubato alla Scuola di Medicina locale le Sette Fiale di Nurgle, un artefatto del Caos invi studiato.

Grazie alle indicazioni dei conoscenti di Gröenig, i tre lo seguono a Jödlerville, dove si trova la villa estiva della famiglia Hollerer, militari di grande prestigio. Nel diario del medico scoprono la sua frustrazione per un’adolescenza di angherie subite in città, e l’intenzione di vendicarsi sterminando la popolazione del villaggio. Durante le indagini i tre incontrano l’ufficiale delle guardie Franz Beckenbauer che, dopo aver interrogato i viaggiatori come sospetti, è convinto della loro buona fede e consente loro di aiutarlo nella ricerca di Gröenig.

Celebril riesce a ottenere dell’acqua santa dal tempio di Shallya, per usarla come antidoto contro la prima fiala. Con l’aiuto di Thöeni, capo dei medici di Bucklerburg e di un veggente, il gruppo traccia il passaggio di Gröenig, diretto verso Nuln. Qui un orrendo demone, alleato di Gröenig, assorbe il poverino ne prende il controllo: il gruppo lo affronta e lo sconfigge ma ormai la seconda fiala è stata versata nel Reik. Il tempio di Shallya di Nuln si prodiga per curare i malati. Le rimanenti cinque fiale vengono riconsegnate ai medici di Bucklerburg.

Sulla via del ritorno, i nostri passano dalla fortezza di Gösselbergen, da secoli retta dagli Hollerer e la trovano occupata da un’orda di ammalati e mutanti votati a Nurgle. Il clero di Shallya e i templari di Myrmidia si attivano per liberare il forte. Lilegon abbandona il gruppo, mentre Aleks e Celebril tornano al castello di Malal.

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Battaglia al Castello di Cothique
In cui si recupera la penultima Chiave di Arianka

In primavera Gelmir è a Lothern e, fattosi cucire un abito adatto, ottiene udienza presso il Re Fenice cui propone il progetto di conquista di Dralas, ottenendo un prestito di 5.000 CO. Alla nave scopre che i suoi tre figli verdi si sono trasformati in farfalloidi giganti e presto lo abbandonano volando verso Est.

Giorni dopo, Ossian convince Gelmir a seguirlo in un viaggio nel regno di Cothique per recuperare un’altra della Chiavi di Arianka. Nei pressi del castello dove è custodito l’artefatto, i due incontrano Adriel, alla ricerca di una Statuina di Astartis, e Trytonja, impegnata in una prova di fede per diventare druido. Al gruppo si unisce anche Elemir, trasportato ad Ulthuan con le magie di Ossian.

Il castello appartiene al barone Banedon e i viaggiatori, insieme ad altri, vengono invitati alla festa in onore di Cymoril, la figlia del barone. Gli altri invitati sono tuttavia maghi membri di un culto a Tzeentch che ha lo scopo di nascondere le Chiavi. I due gruppi rivali lottano sino a raggiungere una stanza sotto il castello in cui abita Gilmodor, liche e precedente proprietario del luogo. Nella battaglia che segue intervengono anche lo stalliere mezzelfo, un cultista di Khorne con un branco di scarnificatori, e Gelrond, uno dei figli verdi di Gelmir, che combatte a favore del padre. Alla fine i nostri riescono a ottenere la Chiave, scoprendo però che i seguaci di Tzeentch hanno copiato molte delle Chiavi per rendere la ricerca più difficile.

Sul luogo giunge Gwendolin a cavallo di un’Aquila, in cerca della Chiave e, al rifiuto di Ossian di consegnarla, lo va a denunciare alle autorità locali. Il mezzelfo e i suoi compagni tornano nel Vecchio Mondo usando Cippi e portali vari, mente Gelmir raggiunge nuovamente Lothern e lo Squalo Grigio.

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La fondazione di Karak Knuurg
In cui Otto diventa re di un proprio dominio

All’inzio del 2505 Otto raccoglie i suoi seguaci a Carag Otto Picchi e parte alla loro testa diretto sulle Montagne dell’Abasko. La carovana, finanziata con il tesoro della Viverna, attarversa l’Impero e la Bretonnia per arrivare infine in Estalia dove Otto ottiene i diritti di scavo dal re Fredinando II d’Argondaz. I 50 Nani (46 disgraziati, due chierici di Ulric e Grungni, Frida e Otto) raggiungono quindi il luogo designato dove costruiscono un campo e iniziano a scavare una miniera. Nel giro di pochi mesi essa è diventata un avamposto vero e proprio dove i Nani possono vivere sottoterra e commerciare il il rame che estraggono con beni di prima necessità. E’ la nascita della città nanica di Karak Knuurg.

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La sconfitta di Quessh-Doln
In cui Gelmir va alla ricerca delle origini del culto di Quesshan

Nei primi giorni del 2505 lo Squalo Grigio, con a bordo Gelmir e Ossian, approda malconcio a Quezzhar e comincia una serie di riparazioni dopo i danni della tempesta di pochi giorni prima.

Nell’attesa Gelmir, rimuginando sulla missione rivelatagli dall’antico patriarca di Quesshan, comincia a fare domande sul Dio Serpente e sulle origini del culto. Un paio di preti dissidenti lo indirizzano verso quello che considerano il tempio originale di Quesshan, tra le rovine della città di Xhotl, caduta millenni or sono in mano ai Pigmei. L’Elfo non spreca tempo, si fa concedere un visto di viaggio per pellegrinaggio, assolda una guida e si dirige in barca verso le rovine, situate sull’alto corso del fiume Rijasshal, ai piedi delle montagne di Rijasshan. Giunta in territorio pigmeo, la barca viene attaccata dagli abitanti della giungla con cerbottane: Gelmir si salva gettandosi in acqua e facendo perdere le sue tracce nella boscaglia ostile. Fortunosamente egli riesce a raggiungere a piedi un villaggio pigmeo dove trova i resti appesi di una spedizione Slann e scopre strane creature verdi che vivono in comunione con gli autoctoni. Gelmir appicca il fuoco a una capanna per creare scompiglio, fugge e si rifugia in un tumulo in rovina: qui incontra dei superstiti Slann.

Il gruppo scopre che il tumulo è in comunicazione con un sistema di gallerie sotterranee semiallagate, protette da strani golem del tutto uguali a quelli della fortezza nelle steppe. Essi riconoscono come amici solo le creature verdi, ma attaccano a vista tanto gli Slann quanto i Pigmei. Attraverso le gallerie, il gruppo raggiunge i sotterranei del tempio di Xhotl, abitato da un demone serpentiforme, Quessh-doln, adorato dai Pigmei e servito dalle creature verdi, suoi figli. La spedizione attacca il demone blasfemo e i suoi figli e, in una battaglia tremenda, i due lati si annientano a vicenda. Solo Gelmir sopravvive, uccidendo il demone con Quesshandag. La morte di Quessh-Doln causa la morte dei suoi figli e la liberazione dei golem, che smettono di attaccare gli intrusi e si dedicano alla ricostruzione del tempio in rovina. I Pigmei, sgomenti alla morte del loro patrono, si danno alla fuga nella giungla.

Gelmir, rimasto solo, viene preso in salvo dall’arrivo del Pesce Volante, un prototipo di dirigibile Slann, costruito grazie alle conoscenze acquisite dai Libri presi da Anguissh e comandato da Syssghar. I suoi occupanti danno la caccia ai Pigmei e bruciano il villaggio recuperando i tesori del Tempio, per lo più antichi testi teologici. Syssghar consegna uno di questi testi a Gelmir, senza spiegargli che potrebbe essere troppo pericoloso nella mani di Anguissh.

Il Pesce Volante raggiunge Quezzhar in pochi giorni di volo e sbarca Gelmir, che si reca a un tempio di Quessah a meditare. Qui ha una visione di un sapiente Katharos che lo invita a incontrarlo, come tempo prima, fuori dalla città. Il sapiente, ufficialmente morto, convince Gelmir a consegnargli il Libro di Teologia che sarebbe “troppo pericoloso per la sua giovane mente”.

Gelmir spedisce i suoi omaggi all’imperatore Slann insieme ad alcuni documenti che provano la corruzione di alcuni funzionari, poi ordina di salpare per Lothern. A causa dei dissidi con Laran, che lo vorrebbe più presente a casa, i due discutono sull’opportunità di separarsi.

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Disavventure con i seguaci di Slaanesh
In cui il culto del Dio del Piacere dimostra tutta la sua fantasia

Nell’autunno del 2504 Adriel, Aleks, Celebril e Ossian vengono attirati a Nuln da lettere fasulle ed imprigionati dal facoltoso seguace di Slaanesh Friedrich Wilhelm Murnau. I quattro si risvegliano nudi, gli uomini incatenati a dei tavolacci, Adriel in una cella e subito scoprono il loro destino rispettivamente di “alimento” e “utero”, per le creature di Friedrich.
Come altri sventurati lì prigionieri gli uomini devono alimentare la crescita e la metamorfosi di bambine rapite e destinate a diventare delle Demonette “spermavampire”; Adriel fungerà da riproduttrice per il Mezzodemone Ikhals , una volta fratello di Friedrich. I quattro riescono a liberarsi con l’aiuto delle serve, prigioniere anch’esse, e uccidono il padrone di casa, la sua Arpia rubainfanti ed il Demone prigioniero del vaso dal quale il mago Orlac colava il liquido per trasformare le bambine in Spermavampire allo stato larvale; Orlac invece fugge, mentre Celebril ed Ossian fanno strage delle sue creature.

Tutti tornano alle rispettive case, tranne Ossian che sfrutta un Cippo astartiano per raggiungere Gelmir a Palimor e per sfuggire
da una noiosa fanatica elfica di nome Gwendalin che vuole assolutamente qualcosa in possesso del Mezzelfo, per l’esattezza cerca l’ultima Chiave, ma Ossian s’imbosca prima di scoprirlo.

Negli stessi giorni, mentre lo Squalo Grigio è all’ancora a Palimor in attesa del ritorno di Gelmir, per ingannare la noia e pagare le spese dell’equipaggio, Laran e Rodrigo hanno la stupida idea di trasdormare il galeone in un bordello galleggiante. Purtroppo Laran, recatasi al mercato degli schiavi per procurarsi delle ragazze, viene catturata da alcuni cultisti di Slaanesh, che la imprigionano in un’oasi chiamata il Crisantemo Viola(to). Qui l’Elfa viene messa all’opera raccontando storie sconce di vita passata mentre i visitatori si intrattengono con schiavi e schiave.

Una decina di giorni dopo Gelmir raggiunge la nave e apprende della scomparsa della moglie. Indagando sulle sue tracce, raggiunge il Crisantemo Viola(to) e qui affronta i seguaci del dio del Caos e uno strano demone di forma fallica, che lo spruzza sulla coscia con un liquido biancastro. Dopo una fuga disperata attraverso il deserto, Gelmir, Laran e i due marinai sopravvissuti incontrano per caso un diplomatico di Astartis e Iset che, impazzita di gioia, si getta al collo del capitano, insospettendo la moglie. Gelmir è costretto a salutare freddamente Iset e a calmare la moglie innervosita, che sembra non rendersi conto del rischio che ha corso.

Lo Squalo Grigio parte per Quezzhar, con a bordo Ossian appena arrivato attraverso il Cippo. Seguito da una nave araba non identificata, riesce a perderla ma viene investito da una tempesta che arreca parecchi danni al vascello. Dalla ferita che Gelmir ha ricevuto dal demone di Slaanesh nascono del muschio, cinque steli, e da questi quattro Gelmir verdi, che vengono presto ingabbiati quando si nota che crescono velocemente e si nutrono di legno.

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L'esecuzione di Ossian e i piani di Otto per il futuro
In cui Otto apre una nuova fase della sua vita

Dopo quasi quattro mesi di peripezie, alla fine del settembre 2504 Otto raggiunge Caraz-a-Carak dove consegna Yavol all’Inquisizione Nanica. L’Elfo, ora un degenerato seguace di Slaanesh, vive le torture come un’opportunità e confessa tutto ciò che gli viene chiesto, in particolare di essere Ossiane di essere il solo e unico responsabile dell’apertura del cancello presso la Tomba di Skorgan due anni prima. Ossian-Yavol viene quindi bruciato e Otto ufficialmente prosciolto da ogni accusa dell’Inquisizione insieme ad Axel e Olaf. Questo anche con l’aiuto di una generosa offerta (500CO) all’Inquisitore Andrid, che peraltro incassa anche la taglia sulla testa di Ossian offerta dalle autorità dell’Impero.

Libero da ogni minaccia alla sua reputazione, Otto progetta di lasciare il servizio a Caraz-a-Carak per cercare avventure e indice una coscrizione per formare una compagnia mercenaria. Purtroppo raccoglie pochi seguaci, poiché i Nani sono poco numerosi e poco inclini a cercare avventura nelle terre degli Umani. Otto cerca quindi consiglio da Kar-Tholon, che gli suggerisce di fondare una nuova roccaforte nanica, in tre possibili luoghi: le Montagne a nord delle Terre Oscure, i Monti dell’Abasko o nel Nuovo Mondo. Il nobile opta per la seconda opzione e, nel giro di alcune settimane, raccoglie 46 Nani, principalmente tra straccioni, disgraziati e prostitute.

Per finanziare l’onerosa impresa, Otto decide, sempre su consiglio di Kar-Tholon, di cercare un tesoro custodito dalla viverna Swyvel, che si annida sui monti a sud di Athel Loren. Nel mese di novembre Otto ottiene la concessione alla caccia da parte del re Orion di Loren e l’alleanza delle Grandi Aquile della regione, nemiche giurate della viverna. Insieme a al sergente mercenario Thingrim, al prospettore Gnorri e al nobile Elfo Vylium, abile con l’arco, Otto scongiffe la viverna e torna a Rupe Nera con la sua testa e metà del tesoro (8.500 CO). L’altra metà viene versata al re di Loren.

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Il regno nascosto
In cui Gelmir, Ossian, Adriel e Lilegon visitano Astartis

In agosto Gelmir e Ossian raggiungono Nuln, dove finalmente Oldenhaller lascia Laran libera di andarsene. Ossian rovista nel laboratorio dello scomparso Quikk, e trova un libro che parla di una misteriosa città nascosta nelle Terre del Sud, Astartis, dove dovrebbe trovarsi una delle Chiavi di Arianka, e convince Gelmir ad andare in cerca del fantomatico regno, secondo il libro colmo di ricchezze, bellissime donne e chissà cosa d’altro.

Pochi giorni dopo Otto giunge in città e consegna Hamster nelle mani di Gelmir. Ossian convince Oldenhaller a prendere Hamster come suo alchimista, ma Quikk sopraggiunge, stremato dopo settimane di pericolosissimo viaggio a piedi attraverso l’Impero.
I due Skaven hanno informazioni vaghe su Astartis ma sono molto interessati a scoprire di più, e rivelano una via breve attraverso i Cancelli Lunari per raggiungere il regno nascosto, forzando un blocco magico con la Melodia dei Cancelli. Gelmir e Ossian assoldano Lilegon e Adriel per accompagnarli nell’esplorazione.

Hamster ha scoperto che il Cancello Lunare che porta vicino alla città è bloccato magicamente, ma ha trovato il sistema di forzare il blocco con un sortilegio di propria invenzione, aiutato dalla melodia apri-cancelli in possesso di Gelmir. Adriel e Lilegon, giunte da poco, vengono assoldate dagli Elfi per la loro ricerca.
Ossian si accorda, mediante il suo medaglione, con Anguissh per lo scambio a Luccini tra i libri della fortezza e la seconda melodia apri-cancelli.

I quattro partono per la Tilea e in settembre effettuano lo scambio con il mago Slann. Il 1° ottobre lo Squalo Grigio parte su ordine di Gelmir per l’Arabia. I quattro Elfi invece partono per il Cancello Lunare e, tramite questo, raggiungono una regione coperta da fitte giungle e abitata da Orchetti selvaggi. Oltre la giungla trovano una zona desertica nella quale è nascosto, in una vasta oasi, il regno di Astartis.

Qui i viaggiatori vengono accolti generosamente, secondo le usanze locali, che includono la possibiltà di giacere con gli abitanti. La ragazza che si apparta con Gelmir, un’Elfa chiamata Iset la Bella, è la figlia del ministro per l’Estero Asha, si infatua del marinaio. Ad Astartis i quattro incontrano Olaf, giunto per caso dopo essersi perso nel deserto.

Asha informa i viaggiatori che, secondo tradizione, la loro memoria deve essere cancellata per non rivelare il segreto del regno. Ma esiste una scappatoia: gli “”/wikis/amici-di-astartis" class=“wiki-page-link”> Amici di Astartis" possono mantenere i loro ricordi: ma per essere dichiarati Amici, i viaggiatori devono compiere azioni meritevoli. Nello specifico, Asha chiede di salvare una nobildonna rapita da un mercante arabo.

La ricerca è facile e rivela complici all’interno di Astartis stesso, in una congiura contro il Peraa, il sovrano, con membri tra i nobili e i militari. Gelmir, Ossian e Adriel superano la prova di Seth, una delle divinità incarnate di Astartis, e vengono dichiarati Amici del regno. Ossian scopre che la Chiave non si trova però qui.

Nei giorni successivi, Gelmir, Adriel, Ossian, Olaf e Lilegon indagano ulteriormente sui congiurati e riescono a eliminare il mago Raifa, uno dei capi dei ribelli, in contatto con Arabi e Goblinoidi. Questi ultimi attaccano la città ma finiscono in una trappola e vengono massacrati. Durante la battaglia, tuttavia, tre statuette sacre, fondamentali per l’equilibro dei Vortici Magici della città, vengono trafugate, presumibilmente da parte dei ribelli.

Gelmir e Adriel ricevono due falsi unicorni gemelli, cavalli dotati di un corno frontale ma senza poteri magici. Lilegon beve una pozione dell’oblio e viene rimandata nel Vecchio Mondo tramite i Cippi Magici, utilizzati dagli Astartiani per spostarsi per il mondo. Adriel supera la prova di Nereth, per entrare nell’esercito come arciere; qualche giorno dopo scopre che Lilegon è sua mezza sorella. Ossian chiede una divinazione speciale sulle Chiavi mancanti, scoprendo che una sarebbe in un castello ad Ulthuan, mentre l’altra, un tempo in Norsca, sarebbe stata presa da un demone, al servizio di “una divinità che non esita a prendersi gioco dei suoi stessi adepti”. Insieme ad Olaf e Gelmir parte a piedi per l’Arabia. Prima di andarsene Gelmir omaggia Iset della spilla a gabbiano datagli dai Nani di Rupe Nera, promettendole di tornare a trovarla.

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Aurien al picco sul baratro

Nel luglio del 2504, Aurien è sulla strada per Erengrad per indagare sul Flartassh, l’Emissario di Tzeench. Non sa che Otto, negli stessi giorni, lo sta affrontando a Merseburg. La dama elfica incontra sulla sua via Astrella, un’Elfa dai vestiti barocchi a cavallo di una viverna, che si presenta come servitrice di Shariana, Signora del Picco sul Baratro. Astrella è evidentemente un’adepta di Slaanesh e invita Aurien nelle Terre Oscure per incontrare “una persona che desidera rivederla dopo tanto tempo”.

Abbandonati il cavallo e ogni cautela, Aurien sale sulla Viverna e si lascia condurre al Picco sul Baratro dove, come aveva intuito e sperato, Lamshâr. Shariana racconta di averlo trovato in fin di vita settimane prima, debilitato e delirante. Per giorni aveva solo saputo chiamare il suo nome: Aurien. Lamshar è visibilmente provato e giura sincero amore per l’Elfa: questa all’inizio lo crede un clone e vorrebbe ucciderlo, ma alla fine si fa sedurre dalle sue dolci parole. Lamshar racconta di essere stato accolto da Slaanesh, dopo la sua morte, e di averlo convinto a rimandarlo indietro per amore di Aurien. Questa rivela all’Elfo di essere padre, e questo appare sinceramente sconvolto, ma felice, della notizia. Shariana ottiene di reclutare Aurien tra i suoi guerrieri, e l’Elfa rimane al Picco in attesa che Lamshar sia guarito e in grado di viaggiare. L’Elfo le fa promettere di fargli vedere i figli, ora in custodia della Dama Bianca.

La discussione con la Dama non è però facile: il Demone di Alluminas mette in guardia Aurien contro i pericoli del Caos e solo alla fine acconsente a far incontrare i bambini con il padre, ma solo dopo aver potenziato i loro tatuaggi in modo che solo esseri Legali possano toccarli. L’ira di Lamshar si placa solo dopo che Aurien convince la Dama a limitare il potere dei tatuaggi.

Mentre i bambini sono al Picco sul Baratro, il mezzo Demone Slòrrthar del Fallo Sacro attacca la Dimora Bianca, grazie alle informazioni fornite dalla sua ex amante, la traditrice Profezia. Aurien perde il contatto con la Dama. I bimbi rimangono così nella custodia di Aurien e Lamshar.

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