La Profezia dei Cancelli

La sconfitta di Quessh-Doln
In cui Gelmir va alla ricerca delle origini del culto di Quesshan

Nei primi giorni del 2505 lo Squalo Grigio, con a bordo Gelmir e Ossian, approda malconcio a Quezzhar e comincia una serie di riparazioni dopo i danni della tempesta di pochi giorni prima.

Nell’attesa Gelmir, rimuginando sulla missione rivelatagli dall’antico patriarca di Quesshan, comincia a fare domande sul Dio Serpente e sulle origini del culto. Un paio di preti dissidenti lo indirizzano verso quello che considerano il tempio originale di Quesshan, tra le rovine della città di Xhotl, caduta millenni or sono in mano ai Pigmei. L’Elfo non spreca tempo, si fa concedere un visto di viaggio per pellegrinaggio, assolda una guida e si dirige in barca verso le rovine, situate sull’alto corso del fiume Rijasshal, ai piedi delle montagne di Rijasshan. Giunta in territorio pigmeo, la barca viene attaccata dagli abitanti della giungla con cerbottane: Gelmir si salva gettandosi in acqua e facendo perdere le sue tracce nella boscaglia ostile. Fortunosamente egli riesce a raggiungere a piedi un villaggio pigmeo dove trova i resti appesi di una spedizione Slann e scopre strane creature verdi che vivono in comunione con gli autoctoni. Gelmir appicca il fuoco a una capanna per creare scompiglio, fugge e si rifugia in un tumulo in rovina: qui incontra dei superstiti Slann.

Il gruppo scopre che il tumulo è in comunicazione con un sistema di gallerie sotterranee semiallagate, protette da strani golem del tutto uguali a quelli della fortezza nelle steppe. Essi riconoscono come amici solo le creature verdi, ma attaccano a vista tanto gli Slann quanto i Pigmei. Attraverso le gallerie, il gruppo raggiunge i sotterranei del tempio di Xhotl, abitato da un demone serpentiforme, Quessh-doln, adorato dai Pigmei e servito dalle creature verdi, suoi figli. La spedizione attacca il demone blasfemo e i suoi figli e, in una battaglia tremenda, i due lati si annientano a vicenda. Solo Gelmir sopravvive, uccidendo il demone con Quesshandag. La morte di Quessh-Doln causa la morte dei suoi figli e la liberazione dei golem, che smettono di attaccare gli intrusi e si dedicano alla ricostruzione del tempio in rovina. I Pigmei, sgomenti alla morte del loro patrono, si danno alla fuga nella giungla.

Gelmir, rimasto solo, viene preso in salvo dall’arrivo del Pesce Volante, un prototipo di dirigibile Slann, costruito grazie alle conoscenze acquisite dai Libri presi da Anguissh e comandato da Syssghar. I suoi occupanti danno la caccia ai Pigmei e bruciano il villaggio recuperando i tesori del Tempio, per lo più antichi testi teologici. Syssghar consegna uno di questi testi a Gelmir, senza spiegargli che potrebbe essere troppo pericoloso nella mani di Anguissh.

Il Pesce Volante raggiunge Quezzhar in pochi giorni di volo e sbarca Gelmir, che si reca a un tempio di Quessah a meditare. Qui ha una visione di un sapiente Katharos che lo invita a incontrarlo, come tempo prima, fuori dalla città. Il sapiente, ufficialmente morto, convince Gelmir a consegnargli il Libro di Teologia che sarebbe “troppo pericoloso per la sua giovane mente”.

Gelmir spedisce i suoi omaggi all’imperatore Slann insieme ad alcuni documenti che provano la corruzione di alcuni funzionari, poi ordina di salpare per Lothern. A causa dei dissidi con Laran, che lo vorrebbe più presente a casa, i due discutono sull’opportunità di separarsi.

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Disavventure con i seguaci di Slaanesh
In cui il culto del Dio del Piacere dimostra tutta la sua fantasia

Nell’autunno del 2504 Adriel, Aleks, Celebril e Ossian vengono attirati a Nuln da lettere fasulle ed imprigionati dal facoltoso seguace di Slaanesh Friedrich Wilhelm Murnau. I quattro si risvegliano nudi, gli uomini incatenati a dei tavolacci, Adriel in una cella e subito scoprono il loro destino rispettivamente di “alimento” e “utero”, per le creature di Friedrich.
Come altri sventurati lì prigionieri gli uomini devono alimentare la crescita e la metamorfosi di bambine rapite e destinate a diventare delle Demonette “spermavampire”; Adriel fungerà da riproduttrice per il Mezzodemone Ikhals , una volta fratello di Friedrich. I quattro riescono a liberarsi con l’aiuto delle serve, prigioniere anch’esse, e uccidono il padrone di casa, la sua Arpia rubainfanti ed il Demone prigioniero del vaso dal quale il mago Orlac colava il liquido per trasformare le bambine in Spermavampire allo stato larvale; Orlac invece fugge, mentre Celebril ed Ossian fanno strage delle sue creature.

Tutti tornano alle rispettive case, tranne Ossian che sfrutta un Cippo astartiano per raggiungere Gelmir a Palimor e per sfuggire
da una noiosa fanatica elfica di nome Gwendalin che vuole assolutamente qualcosa in possesso del Mezzelfo, per l’esattezza cerca l’ultima Chiave, ma Ossian s’imbosca prima di scoprirlo.

Negli stessi giorni, mentre lo Squalo Grigio è all’ancora a Palimor in attesa del ritorno di Gelmir, per ingannare la noia e pagare le spese dell’equipaggio, Laran e Rodrigo hanno la stupida idea di trasdormare il galeone in un bordello galleggiante. Purtroppo Laran, recatasi al mercato degli schiavi per procurarsi delle ragazze, viene catturata da alcuni cultisti di Slaanesh, che la imprigionano in un’oasi chiamata il Crisantemo Viola(to). Qui l’Elfa viene messa all’opera raccontando storie sconce di vita passata mentre i visitatori si intrattengono con schiavi e schiave.

Una decina di giorni dopo Gelmir raggiunge la nave e apprende della scomparsa della moglie. Indagando sulle sue tracce, raggiunge il Crisantemo Viola(to) e qui affronta i seguaci del dio del Caos e uno strano demone di forma fallica, che lo spruzza sulla coscia con un liquido biancastro. Dopo una fuga disperata attraverso il deserto, Gelmir, Laran e i due marinai sopravvissuti incontrano per caso un diplomatico di Astartis e Iset che, impazzita di gioia, si getta al collo del capitano, insospettendo la moglie. Gelmir è costretto a salutare freddamente Iset e a calmare la moglie innervosita, che sembra non rendersi conto del rischio che ha corso.

Lo Squalo Grigio parte per Quezzhar, con a bordo Ossian appena arrivato attraverso il Cippo. Seguito da una nave araba non identificata, riesce a perderla ma viene investito da una tempesta che arreca parecchi danni al vascello. Dalla ferita che Gelmir ha ricevuto dal demone di Slaanesh nascono del muschio, cinque steli, e da questi quattro Gelmir verdi, che vengono presto ingabbiati quando si nota che crescono velocemente e si nutrono di legno.

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L'esecuzione di Ossian e i piani di Otto per il futuro
In cui Otto apre una nuova fase della sua vita

Dopo quasi quattro mesi di peripezie, alla fine del settembre 2504 Otto raggiunge Caraz-a-Carak dove consegna Yavol all’Inquisizione Nanica. L’Elfo, ora un degenerato seguace di Slaanesh, vive le torture come un’opportunità e confessa tutto ciò che gli viene chiesto, in particolare di essere Ossiane di essere il solo e unico responsabile dell’apertura del cancello presso la Tomba di Skorgan due anni prima. Ossian-Yavol viene quindi bruciato e Otto ufficialmente prosciolto da ogni accusa dell’Inquisizione insieme ad Axel e Olaf. Questo anche con l’aiuto di una generosa offerta (500CO) all’Inquisitore Andrid, che peraltro incassa anche la taglia sulla testa di Ossian offerta dalle autorità dell’Impero.

Libero da ogni minaccia alla sua reputazione, Otto progetta di lasciare il servizio a Caraz-a-Carak per cercare avventure e indice una coscrizione per formare una compagnia mercenaria. Purtroppo raccoglie pochi seguaci, poiché i Nani sono poco numerosi e poco inclini a cercare avventura nelle terre degli Umani. Otto cerca quindi consiglio da Kar-Tholon, che gli suggerisce di fondare una nuova roccaforte nanica, in tre possibili luoghi: le Montagne a nord delle Terre Oscure, i Monti dell’Abasko o nel Nuovo Mondo. Il nobile opta per la seconda opzione e, nel giro di alcune settimane, raccoglie 46 Nani, principalmente tra straccioni, disgraziati e prostitute.

Per finanziare l’onerosa impresa, Otto decide, sempre su consiglio di Kar-Tholon, di cercare un tesoro custodito dalla viverna Swyvel, che si annida sui monti a sud di Athel Loren. Nel mese di novembre Otto ottiene la concessione alla caccia da parte del re Orion di Loren e l’alleanza delle Grandi Aquile della regione, nemiche giurate della viverna. Insieme a al sergente mercenario Thingrim, al prospettore Gnorri e al nobile Elfo Vylium, abile con l’arco, Otto scongiffe la viverna e torna a Rupe Nera con la sua testa e metà del tesoro (8.500 CO). L’altra metà viene versata al re di Loren.

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Astartis

In agosto Gelmir e Ossian raggiungono Nuln, dove finalmente Oldenhaller lascia Laran libera di andarsene. Ossian rovista nel laboratorio dello scomparso Quikk, e trova un libro che parla di una misteriosa città nascosta nelle Terre del Sud, Astartis, dove dovrebbe trovarsi una delle Chiavi di Arianka, e convince Gelmir ad andare in cerca del fantomatico regno, secondo il libro colmo di ricchezze, bellissime donne e chissà cosa d’altro.

Pochi giorni dopo Otto giunge in città e consegna Hamster nelle mani di Gelmir. Ossian convince Oldenhaller a prendere Hamster come suo alchimista, ma Quikk sopraggiunge, stremato dopo settimane di pericolosissimo viaggio a piedi attraverso l’Impero.
I due Skaven hanno informazioni vaghe su Astartis ma sono molto interessati a scoprire di più, e rivelano una via breve attraverso i Cancelli Lunari per raggiungere il regno nascosto, forzando un blocco magico con la Melodia dei Cancelli. Gelmir e Ossian assoldano Lilegon e Adriel per accompagnarli nell’esplorazione.

Hamster ha scoperto che il Cancello Lunare che porta vicino alla città è bloccato magicamente, ma ha trovato il sistema di forzare il blocco con un sortilegio di propria invenzione, aiutato dalla melodia apri-cancelli in possesso di Gelmir. Adriel e Lilegon, giunte da poco, vengono assoldate dagli Elfi per la loro ricerca.
Ossian si accorda, mediante il suo medaglione, con Anguissh per lo scambio a Luccini tra i libri della fortezza e la seconda melodia apri-cancelli.

I quattro partono per la Tilea e in settembre effettuano lo scambio con il mago Slann. Il 1° ottobre lo Squalo Grigio parte su ordine di Gelmir per l’Arabia. I quattro Elfi invece partono per il Cancello Lunare e, tramite questo, raggiungono una regione coperta da fitte giungle e abitata da Orchetti selvaggi. Oltre la giungla trovano una zona desertica nella quale è nascosto, in una vasta oasi, il regno di Astartis.

Qui i viaggiatori vengono accolti generosamente, secondo le usanze locali, che includono la possibiltà di giacere con gli abitanti. La ragazza che si apparta con Gelmir, un’Elfa chiamata Iset la Bella, è la figlia del ministro per l’Estero Asha, si infatua del marinaio. Ad Astartis i quattro incontrano Olaf, giunto per caso dopo essersi perso nel deserto.

Asha informa i viaggiatori che, secondo tradizione, la loro memoria deve essere cancellata per non rivelare il segreto del regno. Ma esiste una scappatoia: gli “Amici di Astartis” possono mantenere i loro ricordi: ma per essere dichiarati Amici, i viaggiatori devono compiere azioni meritevoli. Nello specifico, Asha chiede di salvare una nobildonna rapita da un mercante arabo.

La ricerca è facile e rivela complici all’interno di Astartis stesso, in una congiura contro il Peraa, il sovrano, con membri tra i nobili e i militari. Gelmir, Ossian e Adriel superano la prova di Seth, una delle divinità incarnate di Astartis, e vengono dichiarati Amici del regno. Ossian scopre che la Chiave non si trova però qui.

Nei giorni successivi, Gelmir, Adriel, Ossian, Olaf e Lilegon indagano ulteriormente sui congiurati e riescono a eliminare il mago Raifa, uno dei capi dei ribelli, in contatto con Arabi e Goblinoidi. Questi ultimi attaccano la città ma finiscono in una trappola e vengono massacrati. Durante la battaglia, tuttavia, tre statuette sacre, fondamentali per l’equilibro dei Vortici Magici della città, vengono trafugate, presumibilmente da parte dei ribelli.

Gelmir e Adriel ricevono due falsi unicorni gemelli, cavalli dotati di un corno frontale ma senza poteri magici. Lilegon beve una pozione dell’oblio e viene rimandata nel Vecchio Mondo tramite i Cippi Magici, utilizzati dagli Astartiani per spostarsi per il mondo. Adriel supera la prova di Nereth, per entrare nell’esercito come arciere; qualche giorno dopo scopre che Lilegon è sua mezza sorella. Ossian chiede una divinazione speciale sulle Chiavi mancanti, scoprendo che una sarebbe in un castello ad Ulthuan, mentre l’altra, un tempo in Norsca, sarebbe stata presa da un demone, al servizio di “una divinità che non esita a prendersi gioco dei suoi stessi adepti”. Insieme ad Olaf e Gelmir parte a piedi per l’Arabia. Prima di andarsene Gelmir omaggia Iset della spilla a gabbiano datagli dai Nani di Rupe Nera, promettendole di tornare a trovarla.

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Aurien al picco sul baratro

Nel luglio del 2504, Aurien è sulla strada per Erengrad per indagare sul Flartassh, l’Emissario di Tzeench. Non sa che Otto, negli stessi giorni, lo sta affrontando a Merseburg. La dama elfica incontra sulla sua via Astrella, un’Elfa dai vestiti barocchi a cavallo di una viverna, che si presenta come servitrice di Shariana, Signora del Picco sul Baratro. Astrella è evidentemente un’adepta di Slaanesh e invita Aurien nelle Terre Oscure per incontrare “una persona che desidera rivederla dopo tanto tempo”.

Abbandonati il cavallo e ogni cautela, Aurien sale sulla Viverna e si lascia condurre al Picco sul Baratro dove, come aveva intuito e sperato, Lamshâr. Shariana racconta di averlo trovato in fin di vita settimane prima, debilitato e delirante. Per giorni aveva solo saputo chiamare il suo nome: Aurien. Lamshar è visibilmente provato e giura sincero amore per l’Elfa: questa all’inizio lo crede un clone e vorrebbe ucciderlo, ma alla fine si fa sedurre dalle sue dolci parole. Lamshar racconta di essere stato accolto da Slaanesh, dopo la sua morte, e di averlo convinto a rimandarlo indietro per amore di Aurien. Questa rivela all’Elfo di essere padre, e questo appare sinceramente sconvolto, ma felice, della notizia. Shariana ottiene di reclutare Aurien tra i suoi guerrieri, e l’Elfa rimane al Picco in attesa che Lamshar sia guarito e in grado di viaggiare. L’Elfo le fa promettere di fargli vedere i figli, ora in custodia della Dama Bianca.

La discussione con la Dama non è però facile: il Demone di Alluminas mette in guardia Aurien contro i pericoli del Caos e solo alla fine acconsente a far incontrare i bambini con il padre, ma solo dopo aver potenziato i loro tatuaggi in modo che solo esseri Legali possano toccarli. L’ira di Lamshar si placa solo dopo che Aurien convince la Dama a limitare il potere dei tatuaggi.

Mentre i bambini sono al Picco sul Baratro, il mezzo Demone Slòrrthar del Fallo Sacro attacca la Dimora Bianca, grazie alle informazioni fornite dalla sua ex amante, la traditrice Profezia. Aurien perde il contatto con la Dama. I bimbi rimangono così nella custodia di Aurien e Lamshar.

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Sulle tracce del falso Ossian
In cui Otto trova Yavol e lo sottrae a dei seguaci di Tzeentch

Nel giugno del 2504 Otto trova Olaf e Axel a Middenheim, ma essi non sono molto dell’idea di seguirlo. Dicono al Nano che ogni tanto Ossian si fa vivo in città : Otto tappezza i muri con un’immaginetta del Mezzelfo. La mattina dopo Axel parte per Göteborg in Norsca e Olaf per Baghrad, in Arabia.
Dopo giorni di ricerche, Otto incontra Ossian nel negozio di Karl il Mezzuomo; Aurien, giunta da poco in città dopo aver girato per la zona, trova i suoi amici. Poiché neanche Ossian ha voglia di farsi processare dai Nani., i tre decidono di portare al suo posto Yavol, di cui si parla tanto. Ossian, divinando, ha una visione del Mar degli Artigli. Sopraggiunge Gelmir che convince il mago a far visita ad Oldenhaller; poiché gli altri non hanno tempo da perdere, partono senza di lui, tanto Otto sa dove rintracciarlo in caso di fallimento della ricerca. Otto e Aurien partono per Erengrad, percorrendo la strada costiera; Gelmir e Ossian per Nuln.

In luglio, giunti nella cittadina di Merseburg, Otto scopre stranezze nella popolazione e conosce un gruppo di Norse col quale lega; decide di fermarsi per indagare. Aurien, convinta di essere fuori strada nella ricerca prosegue da sola per Erengrad.
Nei giorni seguenti, le stranezze che hanno colpito la popolazione, cominciano ad essere evidenti anche tra i Norse. Dopo la morte atroce di uno di essi in seguito a orrende mutazioni, gli altri sospettano dell’influenza di una gemma sottratta a seguaci di Tzeentch mesi prima; viene gettata nel mare.
Mentre il gruppo celebra, poco lontano dalla città, il funerale di Erik, scopre la foce di un fiumiciattolo la cui acqua sembra mischiata ad un liquido nerastro, molto probabilmente Mutapietra. Risalendo il fiume fino a una grotta tra gli alberi scoprono e sgominano una banda di Uomini-Bestia di Tzeentch; appare allora il loro capo, in cui Otto riconosce il Flartassh di cui gli avevano parlato Karl-Paul e, tanto tempo prima, il vecchio della scacchiera. L’emissario di Tzeentch è così terribile che massacra tutti tranne Otto e Olak, uno dei Vichinghi, fuggiti in preda al terrore. Ripreso coraggio i due tornano nella grotta, ma Flartassh e il suo familiare Zot fuggono attraversi un portale, seguiti dai loro nemici. Otto riesce a fuggire in tempo, Olak viene fatto a pezzi da un’orda di mutanti. Il Nano trova nella grotta una copia del Liber Daemonicus e, per pura fortuna, il prigioniero Yavol, ora divenuto un molle mutante devoto a Slaanesh. Denuncia poi, anonimamente le autorità della presenza della grotta e della Mutapietra; il tutto viene fatto saltare.

Sulla strada del ritorno, Otto trova il tempo di fermarsi a Zhufbar dove salva Hamster dalle grinfie dei Nani.

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Otto si unisce alla nobiltà
In cui si riapre la questione della taglia di Ossian

Nel marzo 2504 Otto e Frida raggiungono Karak Varn, accolti dal principe Keirgar che li invita al banchetto in onore della sorella Tremmin, di ritorno da Karak Kadrin. Nell’occasione essi conoscono anche Gorron principe di Karak Ungor e Yorrin, dama molto bella e sorella di Bain di Karak Azgal, con cui viaggiano alla volta di Rupe Nera. Otto sarebbe interessato a un matrimonio che potrebbe anche sanare le relazioni con Bain, ma questo ha già promesso la sorella a Trokkir di Karak Ungor, cugino del Re Thainor il Grosso.
A Rupe Nera, Frida viene accolta nel monastero locale dedicato a Ulric. Karl-Paul, che si dice fratello di Jean-Krantz, parla ad Otto, in cambio di un po’ d’alcool, del suo futuro, di Bernardht e dell’emissario di Tzeentch, Flartassh, che “sta ridendo di lui”. Aggiunge che qualcuno ha molte cose da dire al Nano, e presto si manifesterà “ l’Ombra del Passato”.

In maggio Otto riceve una lettera del Gran Inquisitore Nanico Andrir che lo invita a presentarsi a Caraz-a- Carak il più presto possibile. Qui spiega ad Otto che è ora di chiudere il caso “Cancello”: visto che nessuno dei suoi uomini è riuscito a trovare Ossian e gli altri due incriminati, gli ingiunge di portare i colpevoli alla capitale Nanica, dove si terrà il processo; gli promette che verrà assolto se collaborerà. Il Nano, consultato vanamente Karl-Paul, parte per Middenheim in cerca di Olaf e Axel.

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Gelmir e tutti i suoi errori
In cui Gelmir impara a non essere approssimativo

Gelmir ha bisogno di recuperare dei libri in Antico Slann per scambiarli con Anguissh e ottenere la Melodia dei Cancelli completa.

Da Luccini, Gelmir viaggia con la moglie e la figlia verso Nord: dopo una visita al mago Giuseppe, che restituisce il Libro di Storia in Elthàrin in cambio di un libro di magia Skaven scritto da Quikk, ma cancella dalla mente di Gelmir il luogo della sua dimora.

A Katöbriantes, Gelmir cerca la ragna gigante per raccontarle di aver incontrato il suo popolo, ma senza esito. Lascia un biglietto nella foresta.

Giunge a Nuln in marzo e chiede a Quikk di fabbricargli un Libro di Anatomia falso da dare ad Anguissh. Lo Skaven in cambio chiede a Gelmir di tornare Zhufbar e trovare, questa volta, il Liber Bubonicus. Di mala voglia, Gelmir entra nella macchina del teletrasporto e raggiunge Zhufbar, un mese dopo.

Qui la battaglia tra razze continua e sta volgendo a favore degli Skaven. L’Elfo si allea quindi ai Goblin e li accompagna in un assalto alla roccaforte degli Skaven. In una stanza adiacente al Tempio, Gelmir incontra un mago Skaven, Hamster che afferma che il Liber è una bufala e lo consegna con disprezzo all’Elfo. Questi però non si fida e tramortisce l’Uomo Ratto prima di andarsene. Nel frattempo i Goblin e gli Skaven si massacrano a vicenda finché i Nani, che abitano nella città superiore, decidono di irrompere e fare una pulizia generale, inneggiando alla Spada d’Argento.

Ritrasportato a Nuln, Gelmir scopre con sorpresa da Quikk che Hamster era un suo amico e possedeva preziose informazioni. Irritato dall’atteggiamento spocchioso dello Skaven, lo obbliga ad entrare nella “Macchina del Tempo” per impedire che il suo amico sia tramortito. Purtroppo Gelmir ha una comprensione incompleta della Macchina, e così gli assistenti di Quikk che, nel tentativo di riportare indietro il loro maestro, distruggono il marchingegno.

Oldenhaller è furioso per la scomparsa del suo alchimista e incolpa Gelmir, incaricandolo di portargli Ossian altrimenti terrà in ostaggio Laran e Laurin. Gelmir, a corto di idee, consulta i Tarocchi del Mago Giuseppe che gli suggeriscono di bruciare il Liber Bubonicus. Mentre le pagine vengono divorate dalle fiamme, anche i Tarocchi vanno in autocombustione avendo assolto allo scopo per cui erano stati creati. Maledicendo la sua faciloneria, Gelmir parte per Middenheim, dove si dovrebbe trovare il Mezzelfo.

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L'incontro delle tre spade di Quesshan
In cui Gelmir scopre di essere il prescelto del Dio Serpente

Gelmir raggiunge Luccini all’inizio del 2504: qui trova la moglie e la figlia Laurin, nata poche settimane prima. Mentre progetta l’incontro con i Tritoni, riceve un messaggio in cui viene invitato in una radura fuori dalla città dove un certo Gothgaar lo aspetta. Se non si presenterà, la sua nave ne farà le spese.

Il giorno dopo Gelmir si presenta alla radura accompagnato da Aurien; ad aspettarli c’è effettivamente Gothgaar, con in mano Elzedzag, che i Tritoni di Urulia hanno consegnato ad Anguissh in cambio di aiuto per sconfiggere Vodalia. Le tre spade, riunite nello stesso luogo per la prima volta dopo millenni, brillano di luce sovrannaturale e si fondono in una sola lama: Quesshandag. L’immagine di un Antico Slann compare e parla a Gelmir che, tuttavia, non capisce l’antica lingua, ma si ritrova in mano la spada sacra. Segue un furioso combattimento tra Gelmir, Aurien e Gothgaar che, alla fine, ha la peggio e viene ucciso da un affondo di Quesshandag.

Anguissh, che ha osservato la scena da poco lontano, se ne va contrariato. Gelmir da questo momento ritiene di essere il Prescelto di Quesshan. Questa convinzione è rafforzata da una lettera di Anguissh, consegnata da Syssghar, che spiega il discorso dell’Antico Slann Ssyud-yol, antico patriarca di Quesshan. Secondo la lettera, Gelmir ha il compito di unificare il pianeta contro il Caos nel nome di Quesshan, un dio preesistente alla caduta delle Mutaporte polari.

Syssghar tratta con Gelmir lo scambio di libri con la melodia completa dei Cancelli. I due si danno appuntamento a Seaburg tempo dopo.

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I Purificatori
In cui Otto apprende della morte del fratello Schultz

All’inizio del 2504 Otto riceve una lettera da un seguace di Ulric, Bernhardt Höger, che lo informa che sua sorella Frida è malata. Otto viaggia sino al villaggio natale di Krakokum e scopre che la sorella e Bernhardt sono spariti da due settimane e viene indirizzato verso il villaggio di Bockemberg dove, in una baracca, trova dei berserker di Ulric ad aspettarlo. Il Nano di difende e sconfigge gli assalitori, e trova nei pressi Bernhardt e la sorella. Il seguace di Ulric si dà alla fuga promettendo di tornare. Frida racconta a Otto di aver saputo da Bernhardt, un amico di famiglia, che loro fratello Schultz aveva sviluppato una mutazione. Benhardt credeva che la mutazione coinvolgesse l’intera famiglia e intendeva uccidere sia Otto che Frida. Perquisendo la casa di Bernhardt, i due scoprono le ossa del fratello e deducono che il seguace di Ulric abbia cercato di purificarlo con il fuoco, uccidendolo per errore. Otto e Frida decidono di abbandonare Krakokum e di trasferirsi al Sud, più tollerante.

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